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LA MUSICA DIVINA

 

L’argomento che tenteremo di affrontare oggi è la Musica Divina. Tale concetto mistico è legato sia alla Sinfonia che alla Sintonia che alla Armonia. Quanto la Musica del Creato e del Creatore è sempre sinfonicamente ed armonicamente sintonica essendo perfetta perché perfetta è la Parola, le parole del mondo che non sono unite alla Triuna Verità diventano cacofoniche nella loro stortura ed interpretazioni delle Cose di Dio in un intellettualismo arzigogolato e farraginoso che è incapace di essere compreso.

Il Quaderno dell’Amore è musica della Parola perché una volta il Dottore disse ad una signora questa frase: «Dio ti salva col silenzio». Questo silenzio ci permette di ascoltare e fare dell’uomo una arpa che suona le note della Melodia della Verità che deve essere diffusa ovunque anzi, come diceva il Dott. Gaspari «deve andare in tutte le case del mondo».

Infatti nel Quaderno dell’Amore Padre Pio fece scrivere una benedizione come una sorta di sigillo profetico che vi leggo: “Tutti coloro che contribuiranno alla stampa ed alla diffusione dei Quaderni dell’Amore riceveranno la Perpetua Gratitudine e Benedizione di Dio e mia”. Questa benedizione è la parola del profeta che introduce il Misterioso Libretto di Giovanni che avrebbe dovuto testimoniare nei tempi stabiliti da Dio. Il Quaderno dell’Amore è Parola Musicale che parla silenziando il mondo concettuale, filosofico, ideologico ed intellettuale che sono i nemici di Dio.

Nel silenzio – paradossalmente – entriamo in colloquio con due grandi realtà che parlano al nostro intelletto (vale a dire all’intelligenza d’Amore) ed al nostro cuore dove regna Dio. Entrambi sono luoghi musicali armonici cosicché la Parola ruminata e digerita si fa silenzio esteriore verso il nemico di sempre che la Parola cerca di strumentalizzare.

Nel silenzio le forze del male non possono più arricchirsi della sinfonia della Parola pertanto rimangono come incapaci di vedere la realtà. Questo silenzio lascia le forze malvagie nella povertà del linguaggio e nella complicazione che diventa incomprensibile sia a livello lessicale che a livello semantico.

Nel Quaderno dell’Amore sta scritto: “Nell’umiltà solamente si esercita la carità che Dio vuole. Nell’umile uomo che non parla di Dio, Dio confonde il superbo che dice di parlare di Dio, in nome di Dio. In nome di Dio i superbi che parlavano di Dio fecero crocifiggere il Figlio di Dio, Dio fattosi uomo per amore degli uomini. Dio si lasciò crocifiggere per amore degli uomini da uomini che nel nome suo giudicavano il Suo Nome”.

Il demonio infatti non essendo creatore, ha un limitato potere ma reiventa sempre la stessa realtà presentandola come nuova e facendo cadere in trappola gli utili idioti non attenti ai dettagli che rivelano la realtà demonica che si tenta di celare dietro finti sorrisi e false bontà. Il male, infatti si nasconde nelle sfumature, nei gesti minimi, nelle scelte che sembrano insignificanti ma che possono avere grandi conseguenze.

Spostiamo ora la nostra attenzione ad altri aspetti che sono i Settenari perché la musica rientra, proprio per avere come base sette note, in questa immagine spirituale che vorrei tentare di spiegare seppur senza entrare troppo nei dettagli.

Qui, per coloro che si vogliono documentare, suggerisco il bellissimo testo intitolato “I settenari nella struttura dell’Apocalisse” di Giancarlo Biguzzi Edizioni EDB.

Vi elenco alcuni settenari:

Le sette note musicali

Le sette fiaccole che ardono davanti al Suo Trono.

Le sette colonne della Sapienza

Le sette chiese

I sette occhi dell’Agnello.

Le sette coppe dell’Ira di Dio per i nemici ed i traditori della Triuna Verità

I sette colori dell’arcobaleno

Le sette trombe

I sette sigilli

I sette candelabri d’oro

Le sette stelle

I sette angeli

Le sette teste del drago che sono cinte da sette diademi.

Le sette piaghe d’Egitto

I sette vizi capitali (Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidia)

I sette Doni dello Spirito Santo – derivati da una lettura profetica di Isaia 11,2 (Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio).

I Sette Giorni della Creazione risultante nel modello della settimana in Genesi 1, dove il settimo giorno è il riposo di Dio.

Nel Vangelo secondo Matteo (1,1-17), la genealogia di Gesù è strutturata in 42 generazioni, suddivise in tre gruppi di quattordici generazioni. Questa suddivisione serve a dimostrare che Gesù è il compimento della storia d’Israele ed il Messia atteso.

Da Abramo a Davide (14 generazioni): Rappresenta le origini del popolo eletto e l’ascesa della monarchia.

Da Davide alla deportazione in Babilonia (14 generazioni): Copre il periodo dello splendore regale e della successiva decadenza fino all’esilio.

Dalla deportazione a Cristo (14 generazioni): Segna il tempo dell’attesa e della restaurazione che culmina nella nascita di Gesù.

Gioacchino da Fiore affermava che l’Apocalisse sta interamente sotto il segno del numero 7.

Andiamo allora ad indagare brevemente il significato simbolico del numero 14.  L’uso del numero 14 è legato alla ghematria ebraica. La ghematria ebraica è un metodo esegetico e mistico usato nella tradizione giudaica per interpretare i testi sacri, assegnando un valore numerico a ciascuna lettera dell’alfabeto ebraico e sommando questi valori per parole o frasi. Il nome di Davide (DVD in ebraico) ha come valore numerico 14 (D=4 + V=6 + D=4). Ripetere tre volte il 14 sottolinea che Gesù è il “tre volte Davide”, ovvero il Messia definitivo. Il numero 14 è anche il doppio di 7, il numero della perfezione biblica, indicando che la storia ha raggiunto la sua pienezza.

Vale la pena allora di menzionare Pitagora e la “Musica delle Sfere”.

Per i pitagorici, l’ordine matematico che governa gli intervalli musicali (come l’ottava, la quinta) rifletteva l’armonia dell’universo (il cosmo). I pianeti, muovendosi, emetterebbero suoni impercettibili all’orecchio umano: l’armonia delle sfere.

Fornisco una citazione di Giamblico (filosofo siro di lingua greca nel 245 d.C.) dal testo “Vita di Pitagora”: “Per i pitagorici, l’intero universo è costruito secondo un disegno armonico, basato su proporzioni numeriche. L’anima umana, a sua volta strutturata armonicamente, può essere ‘accordata’ attraverso la musica, che è sia scienza che terapia”. Si può fare riferimento anche a Boezio che fu magister officiorum sotto il Regno di Teodorico, nel suo testo De institutione musica (VI sec. d.C.) dove classificò la musica in 3 parti:

Musica mundana (dell’universo)

Musica humana (dell’anima umana)

Musica instrumentalis (dei suoni fisici).

Molto interessanti sono le sette parole pronunciate da Cristo sulla Croce che vi cito:

Parola del Perdono: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23,34).

Parola della Salvezza: “In verità io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso” (Luca 23,43) — rivolta al “buon ladrone (San Disma)”.

Parola della Madre: “Donna, ecco tuo figlio! Ecco tua madre!” (Giovanni 19,26-27) — affidamento a Maria dell’apostolo Giovanni cosicché Maria diventa Madre Putativa del Prediletto.

Parola dell’Abbandono: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27,46 e Marco 15,34) — l’inizio del Salmo 22.

Parola della Sete: “Ho sete” (Giovanni 19,28) — che indica l’adempimento delle Scritture e la sua umanità.

Parola del Compimento: “Tutto è compiuto” (Giovanni 19,30) — la fine della sua missione terrena.

Parola dell’Affidamento: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito” (Luca 23,46).

 

Procediamo da un estratto del testo “Amore a Maria” per esplorare questo concetto mistico. Cito:

 

La musica divina che è nel Cuore vostro, è armonia che unisce voi al Padre vostro. È armonia che vi farà vivere nel Paradiso del Padre, della Madre vostri. Il Paradiso del vostro Dio è l’armonia, è la musica che ode il Cuore, che si imprime nella vostra mente. L’armonia della nostra mente, l’amore che è musica nel Cuore vostro, diffonderà, diffonde intorno a voi musica armoniosa, che verrà ascoltata, ricercata, richiesta da tutti coloro che amano la musica, che amano il bello, il buono, che amano l’armonia della vostra musica, l’armonia del Cuore vostro, che la mente esprime, esprimerà nella parola vostra, che lo sguardo saprà esprimere.

Lo sguardo vostro esprimerà conoscenza al mondo, che la musicale armonia del Cuore vostro, ha saputo dire con le parole, le parole che saranno, sono il canto del Cielo, la Grazia del Padre, l’Amore della Madre per voi, che del Cielo sarete, siete i legittimi eredi.

Le parole pronunciate dai miei Figli, si trasformano in visione per coloro che ameranno ascoltarle. Sarà visione, per loro, della via che Gesù Cristo, il Figlio mio, aveva indicata per trovare Lui, la verità, per mantenere e accrescere la vita.

La visione di tale via, tracciata da Dio, indicata con fede dalle parole dei Figli miei è una via che la Mamma prepara durante la sua vita terrena. Molti Figli miei hanno trovato la via più semplice per la bontà, per la grazia della loro mamma. Le virtù di tali mamme, facilitano il cammino di tali Figli.

 

Nuovamente il Dott. Gaspari spiega dal testo “Padre Pio mi ha detto”:

 

Nei Cieli è la Musica, l’Armonia che voi potete udire, dovete udire, per poter adempiere con gioia, con entusiasmo, il vostro lavoro, la vostra missione sulla terra.

La musica divina che udirete, vi farà godere in terra il Regno Mio, il Regno del Padre vostro. La musica divina che è nel Cuore vostro, è armonia che unisce voi al Padre vostro.

È armonia che vi farà vivere nel Paradiso del Padre, della Madre vostri.

Il Paradiso del vostro Dio è l’armonia, è la musica che ode il cuore, che si imprime nella vostra mente.

L’armonia della nostra mente, l’amore che è musica cuore vostro diffonderà, diffonde intorno a voi musica armoniosa che verrà ascoltata, ricercata, richiesta da tutti coloro che amano la musica, che amano il bello, il buono, che amano l’armonia della vostra musica, l’armonia del cuore vostro, che la mente esprime, esprimerà nella parola vostra, che lo sguardo saprà esprimere. Lo sguardo vostro esprimerà conoscenza al mondo, che la musicale armonia del cuore vostro, ha saputo dire con le parole, le parole che saranno, sono il canto del Cielo, la Grazia del Padre, l’Amore della Madre per voi, che del Cielo sarete, siete i legittimi eredi.

 

Vediamo di ampliare questo concetto attraverso lo sguardo dei Padri della Chiesa.

L’Origine “divina” del fenomeno sonoro è una realtà vera e tutti i Padri concordano che la sonorità nasce da un’ispirazione sovrannaturale.

 

Clemente Alessandrino la chiama «potenza dello Spirito Santo che plasma la fede».  Negli Stromata VI 11 scrive: «Con ritmo e armonia il logos entra nell’anima più dolcemente». Nel testo il Pedagogo II 4, PG 8, 429 scrive: «la musica è un dono di Dio, capace di trasferire nell’anima la stessa armonia che regola il cosmo».

San Basilio insiste sul fatto che «Dio stesso ha consegnato alla musica il suo straordinario potere» (Hom. in Ps. 1, PG 29, 212). Nelle Omelie sui Salmi 45 (PG 29, 433) scrive: «Il canto è maestro di ortodossia; mentre la melodia si stampa nella memoria, la verità si fissa nel cuore». Nell’Esamerone, Omelia 1, 6 cita: “Dio ha creato il cielo e la terra non con fatica, ma con un cenno della sua volontà. E subito il cielo si è fatto come una volta di cristallo, la terra si è stabilita sul suo fondamento, e tutte le cose insieme, come in un coro, hanno ricevuto l’esistenza con un solo comando”.

San Giovanni Crisostomo spinge la riflessione fino a identificare nel canto liturgico un aspetto sacramentale scrivendo: «Quando il popolo intona il salmo, le schiere angeliche si uniscono alla melodia» (In Ps. 41, PG 55, 158). Egli sottolinea il potere del salterio (il Salterio è può riferirsi a due cose principali: un antico strumento musicale a corde pizzicate (antenato di clavicembalo e pianoforte, simile a una cetra o arpa) e, in ambito religioso, al libro dei Salmi nella Bibbia, spesso organizzato in cicli di lettura settimanali (il Salterio liturgico), o a manoscritti miniati che lo contengono) e del canto sacro di calmare le passioni e unire i fedeli. Egli ci dona questa citazione sul Salmo 41: “Niente eleva tanto l’anima, tanto la solleva da terra, tanto la libera dalla schiavitù del corpo, tanto la ispira all’amore della sapienza, quanto il canto armonioso e il canto sacro ispirato da Dio”. Esposizione sul Salmo 41, 1. Nel Commento alle Lettere di Paolo incoraggia il canto di salmi a casa per creare un’atmosfera di pace (“La vostra casa diventerà una chiesa”).

Sant’Agostino nelle Confessioni X 33,49-50 confessa di temere la mollitia delle modulationes: «Troppo spesso mi trascina la dolcezza dei salmi… vorrei poter levar di mezzo ogni melodia». Parallelamente, però, egli teorizza una musica interiore: «Il ritmo eterno e immutabile che l’anima contempla quando si dispone all’ascolto di Dio» (De musica VI 11,31). Nello Iubilus dei salmi (Enarr. in Ps. 32,8) diventa icona dello status di chi supera le parole e si abbandona a un cantus cordis. Nel “De musica” (VI, 14), Agostino afferma che: “La musica è una scienza che investiga le cose che suonano in modo misurato,” legandola alla matematica divina e all’ordine cosmico creato da Dio.

Nel “De Civitate Dei” scrive: L’armonia dell’universo è una sinfonia ordinata da Dio. L’uomo virtuoso partecipa a questa “musica mondana”.

Tommaso d’Aquino riprenderà l’espressione vis movendi per indicare la capacità della musica di “spostare” affetti e volontà.

San Gregorio Nazianzeno chiama il psallein (in greco antico il psallere significa suonare con uno strumento a corda”, tipicamente la cetra o la lira, accompagnando il canto) quindi ripeto, egli chiama il psallein «anticipazione dell’inno celeste» (Or. 40,5, PG 36, 364).

Isidoro di Siviglia, fedele alla tradizione patristica, prescrive che la melodia ecclesiastica sia «gravis et moderata, non theatralis», perché deve preparare alla visione beatifica (Etym. III 19,3).

Sant’Ambrogio nei “Commenti al Salmo 1,” nota: “Un salmo è un canto di esortazione, una melodia che insegna la dottrina” integrando musica e teologia per formare i fedeli.

Dionigi l’Areopagita (fine V – inizio VI sec.) nel De Coelesti Hierarchia (VII, 4) e De Ecclesiastica Hierarchia, descrive la gerarchia angelica che glorifica Dio con inni armoniosi. La liturgia terrena è un’imitazione e partecipazione a quella celeste. Egli scrive: “Gli spiriti celesti… ci trasmettono i sacri inni che sono stati da loro ricevuti in modo soprannaturale e ci invitano a unirci alle loro lodi divine.”

San Gregorio di Nissa (335-394 d.C.) nel “De Instituto Christiano” e nel “Commento al Cantico dei Cantici”, sviluppa l’idea della musica interiore dell’anima che, purificata, può accordarsi all’Armonia Divina. Egli cita dall’Omelia sul Cantico dei Cantici”: “Come in un salterio, le corde, pur diverse per tono e vibrazione, producono una sola armonia sotto le dita dell’artista, così le anime che vivono in modo virtuoso, pur essendo differenti per varietà di azioni, producono con le loro vite una sola melodia di lode a Dio.”

 

Vi fornisco ulteriori punti di riflessione:

 

  1. Il Silenzio come Essenza della Musica

Uno dei concetti più profondi che legano musica e silenzio venne espresso da un musicista contemporaneo che fu Miles Davis che scrisse in una formidabile intuizione:

«La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio».

Questa affermazione ribalta la percezione comune: non è il silenzio a servire la musica, ma sono le note a dare forma e significato al silenzio. Il silenzio diventa così materia viva, spazio sacro dove la musica può respirare e rivelarsi nelle sette note parte dei settenari apocalittici.

 

  1. Il Silenzio è Presenza del Divino

Nel contesto spirituale, il silenzio non è solo assenza di suono, ma presenza di qualcosa che trascende le parole. Johann Sebastian Bach affermava: «La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori». Qui il silenzio è visto come vuoto esistenziale, e la musica diventa strumento di riempimento interiore, di connessione con il divino. Non è solo arte, ma preghiera in forma di suono.

 

  1. Musica e Silenzio nella Lectio Divina

Uno studio del 2024 esplora come la musica riflessiva possa intensificare l’esperienza della Lectio Divina, la pratica cristiana di lettura contemplativa delle Scritture. I risultati mostrano che: «La musica strumentale e riflessiva facilita una connessione più profonda con il Divino, favorendo la meditazione e la contemplazione.»

In questo contesto, il silenzio non è assenza, ma spazio accogliente dove la musica diventa ponte tra l’umano e il Divino. Il suono non riempie il silenzio, ma lo rivela.

 

  1. Il Silenzio come Sfondo Sacro nella Tradizione Cristiana

Nel Medioevo, il silenzio era considerato condizione necessaria per l’ascolto del Divino. I manoscritti liturgici e i libri d’ore mostrano come il silenzio fosse parte integrante della musica sacra, non solo come pausa, ma come presenza attiva del mistero.

 

Nel silenzio, la musica diventa revelatio — vale dire Rivelazione.

Nel suono, il silenzio diventa transitus — vale dire Passaggio.

 

Mi sembra di avervi fornito molte informazioni interessanti relativamente la musica divina e la sua espressione silenziosamente armonica, sinfonica e sintonica nel cuore dell’uomo, pertanto vi auguro che la Verità scritta nel Quaderno dell’Amore e confermata da Padre Pio con la sua benedizione perpetua, si faccia ascoltare ai buoni cuori delle persone di cuore che saranno guidate solo dalla Parola per adorare Dio in Spirito e Verità.

Cristo vinca, Cristo regni, Cristo imperi.

Che la Regalità testimoniata da Giovanni trionfi.

Che Dio ci invii un Re Cristianissimo a governo del popolo.

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Pubblicato da luxprimaforma

Ricercatore dell'assoluto