
Gambettola, 14 febbraio 1988
San Valentino
L’Autorità è data da Dio a colui che serve di più e non a chi comanda di più. Si ha il dono della Parola di Dio quando si è data prova di volere servire Dio nell’Amore dato al prossimo.
La vera grandezza è trasparenza. L’apparenza diabolica è orgoglio. Dio prova la tua fedeltà donandoti un amico uomo. Se tu non vuoi essere fedele all’uomo amico, non sarai fedele a Dio e Dio non si fiderà di te, non si confiderà a te solo perché tu non hai voluto essere fedele all’amico che Dio ti inviò per mettere alla prova la tua fedeltà a Lui!
La fedeltà è superiore al peccato. La fedeltà vince il peccato.
La fedeltà è amore vivente. La fedeltà è comunione dell’uomo con l’uomo, con Dio. Dio si comunica solo nella fedeltà. Dio mette oblio dai peccati commessi dall’uomo fedele all’amico uomo-Dio. La fedeltà cancella il peccato dell’uomo.
La fedeltà è umiltà, è vittoria dell’uomo sull’infedele Lucifero. La fedeltà è resurrezione della Regalità già perduta dall’infedele Adamo. Adamo ed Eva peccarono di infedeltà a Dio. L’uomo capace di essere fedele all’amico uomo è fedele all’Amico Dio.
L’Amicizia di Dio verso il fedele uomo fa degno l’uomo della piena confidenza di Dio. Gli uomini fattisi fedeli agli amici uomini prima o poi riceveranno il dono delle Conoscenza dell’Amico Dio.
Dio vuole farsi amico confidente di tutti gli uomini che vorranno con tutto il loro cuore, farsi fedeli amici dei fratelli uomini.
Il Peccato Originale fu peccato di infedeltà, perciò l’uomo fedele cancella il peccato originale. Maria SS., nella Sua originale Fedeltà a Dio, fu fatta Madre dell’immortale Uomo-Dio. Le donne fedeli come Maria a Dio ed all’uomo generarono figli fedeli all’Amore di Dio e dell’uomo.
Maria è Fedele Madre, è Colei che per prima ha vinto il demone orgoglioso dell’infedeltà. La Fedeltà è il dono di Maria a tutti gli uomini che credono nella Bontà della Madre e del Figlio Gesù.
Maria è Fedele Madre e Fedele Amica di tutti i fratelli uomini che si amano con perpetua fedeltà. I Fedeli Amici degli uomini, sono i Fedeli Amici di Dio. Dio non vuole nel Suo Regno nessun uomo che volle essere infedele agli amici fratelli uomini.
Satana è l’infedele che di diritto vuole in suo possesso infernale tutti gli uomini che come lui sono infedeli a Dio ed ai fratelli uomini. I traditori degli amici uomini cadono nell’infero Regno del Principe della Infedeltà, il perfido Lucifero.
Presto, presto l’umanità deve riscoprire il Supremo Valore della Fedeltà, perché la Fedeltà occupa ed occuperà sempre il primo posto nella scala dei valori della Eterna Salvezza dell’uomo. L’infedele è un crudele persecutore di Dio e dell’uomo. Infedele è colui che tradisce e ferisce con malignità e (dice) maldicenze (contro) il fratello uomo fedele all’Amore. Se gli uomini non sono fedeli tra di loro, Dio non li riconoscerà come Suoi Fedeli. Infedele è colui che persevera e non si pente di avere traditi l’amico e gli amici uomini, Figli di Dio. L’inferno è il Regno degli uomini infedeli ai fratelli uomini, infedeli come Lucifero all’Amore Eterno di Dio.
L’Eterna Fedeltà di Dio, offerta all’uomo Fedele, deve essere accolta dall’uomo che vuole godere l’Eterna Felicità che è la Comunione dei Santi. Il Quaderno dell’Amore è il dono di Fedeltà e di Grazia offerto da Gesù alla infedele umanità di oggi.
“Infedele è colui che persevera e non si pente di avere traditi l’amico e gli amici uomini, Figli di Dio. L’inferno è il regno degli uomini infedeli ai fratelli uomini, infedeli come Lucifero all’Amore Eterno di Dio. L’Eterna Fedeltà di Dio, offerta all’uomo fedele, deve essere accolta dall’uomo che vuole godere l’eterna felicità che è la Comunione dei Santi”. (Ezechiele 17-22/24).
Passiamo alla nostra riflessione
Come primo punto sappiamo che l’autorità è un servizio e non una volontà di comandare. Chi ha volontà di comandare crea separazione ed inimicizia pertanto è destinato a permanere in uno stato di impossibilità di ricreare l’amicizia perché offuscato nella psiche dai demonici suggerimenti che sono influenze illusorie.
Il Quaderno dell’Amore si offre all’umanità che vuole mostrare disponibilità ad accoglierlo come dono gratuito voluto da Dio per salvare il salvabile.
Il servo è paziente nel sopportare e veloce nel testimoniare la realtà della Verità Trinitaria.
Il potente usa la Verità per disporre di una pseudo-autorità che viene accolta dagli ignavi e dai figli della menzogna.
Gli assassini della Verità presto incontreranno il loro destino che hanno voluto scegliere arbitrariamente deformando il Verbo.
Il potente altera il significato per rivestirsi di un abito lucente ed attrarre gli utili idioti ai quali applica la massima vigilanza, dirottando le loro passioni verso coloro che considera nemici; tutto allora diventa oscuro, criptico ed incomprensibile.
La comprensione si ha nella Luce del Verbo.
L’incomprensione vive una vita annebbiata dove impone un’autorità che è una religiosità psichica. Il potente complica e contorce il messaggio di Dio dirigendolo nei binari della propria negligenza che si manifestata come volontà di potenza.
Vediamo come il concetto di auctoritas è stato affrontato dai Padri della Chiesa.
Sant’Ignazio di Antiochia († 107 ca.) nella Lettera agli Efesini, 2,2; 6,1 scrive: ”Siate sottomessi al vescovo come a Gesù Cristo… Egli non presiede per il proprio vantaggio, ma per quello di tutti” (Lettera agli Efesini, 2,2; 6,1).
San Clemente Romano († 96 ca.) nella sua Prima Lettera ai Corinzi, presenta i ministri come guide che servono con umiltà scrivendo: ”I nostri pastori ci guidano con santità e mansuetudine… non come dominatori, ma come modelli del gregge” (1 Clem 54,2; cfr. 1 Pt 5,3). Questo significa che anche oggi chi ha più responsabilità nella gerarchia della chiesa non deve innalzarsi su troni ma avere l’umiltà del servizio che è disponibilità con tutti i propri parrocchiani per portarli alla conoscenza dell’Amore Regale di Cristo e Giovanni.
San Gregorio Nazianzeno († 390) patriarca di Costantinopoli, conferma ciò che abbiamo scritto prima perché descrive l’autorità come un peso sacro da portare con amore: ”Governare gli uomini è un’arte difficile… perché chi comanda deve essere il servo di tutti” (Discorso 2, Apologia della fuga, 91).
Sant’Agostino († 430) sottolinea che l’autorità nella Chiesa deve essere esercitata con carità: ”Se sei posto in autorità, non inorgoglirti, perché sei stato messo a servizio di coloro sui quali regni” (Commento al Vangelo di Giovanni, 123,5).
San Giovanni Crisostomo († 407) nelle Omelie sul Vangelo di Matteo, 46,3 scrive:
”Il vescovo deve essere pronto a morire per il suo gregge, come Cristo ha fatto per noi”.
Nelle Omelie su Matteo, 46,3 egli scrive: ”Il pastore deve essere come una lampada: non brillare per sé, ma per illuminare gli altri”
Diamo ora la definizione di AUCTORITAS:
L’auctoritas (dal latino augere, “accrescere”) indica un’influenza legittima che non si impone con la forza, ma convince con l’autorevolezza.
Mentre la potestas è il potere giuridico, l’auctoritas è il peso morale di chi guida con saggezza.
”L’autorità è luce che illumina, non catena che opprime” scriveva Sant’Ambrogio nel De Officiis Ministrorum, I, 24.
San Gregorio Magno († 604) nel suo Regula Pastoralis, descrive l’autorità come un *servizio sacro*: ”Chi comanda deve essere umile, perché più alta è la sua posizione, più deve farsi piccolo davanti a Dio”
Differenza tra *Auctoritas e Potestas**
La Potestas è un potere formale (es. leggi, sanzioni).
L’Auctoritas è credibilità spirituale e morale che persuade senza costringere.
Chi impone non ha autorità né autorevolezza ma solo dispotismo.
Cicerone nel De Legibus, III, 2 scrive: “Nessuno può governare se non ha l’auctoritas”.
Tertulliano nell’ Apologeticum, 30 scrive: “La vera autorità viene dalla Verità, non dalla forza”.
Chi usa la forza, chi manda gli sgherri a picchiare coloro non si allineano con le sue bugie, si prenderà prima o poi le meritate bastonate perché Dio è paziente e benigno e lascia la massima libertà per un certo tempo. Se questo è utilizzato perseguitare allora bisogna lasciare a Dio la vendetta.
La Lettera ai Romani 12,19 ci invita alla santa sopportazione delle contumelie che ci lancinano avvertendoci però:
“Non fate le vostre vendette, cari miei, ma lasciate posto all’ira di Dio, perché sta scritto: «A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore»”’.
Così dicono i Proverbi 15:
“Non insidiare, o malvagio, la dimora del giusto,
non distruggere la sua abitazione”.
Il Salmo 10:
Iod. Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
Aveva ragione Blaise Pascal quando affermava che il giusto è il più forte e in quanto tale dev’essere seguito. Ciò significa che il giusto è servo di tutti perché dona senza riserve la sua esperienza, le sue scoperte affinché con gli altri si possa intraprendere in compagnia la strada per una comprensione sempre più profonda ed infinita della Verità, perché chi serve ama la Regalità e vuole che tutti conoscano ciò che lui conosce.
Il debole tiranneggiato diventa forte nella forza di Cristo e Giovanni.
Il forte che altera la parola per aumentare la sua tirannia ed il dispotismo giustificando le persecuzioni e le vessazioni contro gli innocenti che avevano intravisto la menzogna presto incontrerà la Giustizia di Dio e non capirà più nulla, rimarrà nei tanti perché, nelle domande irrisolte, nell’angoscia e nella distruzione di ciò che è stato costruito sulla cenere che sarà soffiata via dal vento.
L’ingiusto è bugiardo e macchina sempre nel tempo contro il debole ma Proverbi 14 ci dicono:
Nun. Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
Così è sempre accaduto nella storia.
18Sade. Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
19Kof. Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.
20Res. Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
21Sin. Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.
22Tau. La malizia uccide l’empio
e chi odia il giusto sarà punito.
23Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato.
Il perdono del giusto è autorità che Dio dona, perché egli si cinge solo della Sua Parola senza andare fuori tempo. Il Dott. Gaspari scrisse “peccare è andare fuori tempo”.
Sant’Ambrogio nel “I libro – La penitenza” scrisse: “Negare il perdono, infatti, cosa significa se non togliere ogni incentivo a pentirsi? Contrito di tutto cuore può essere soltanto chi nutre fiducia nella clemenza”.
Nelle Prima Lettera a Timoteo 4,16 il Signore ci esorta:
13Fin ch’io torni bada alla lettura, all’esortazione, all’insegnamento.14Non trascurare il carisma che è in te, il quale ti fu dato per ispirazione profetica, con l’imposizione delle mani degli anziani.15Cura queste cose, vivi in quelle, perché il tuo progredire sia palese a tutti.16Attendi a te e al compito d’insegnare, e in questo persevera; facendo così, salverai te stesso e i tuoi ascoltatori.
In uno scritto che ricopiai in un taccuino di cui non ho però la data il Dott. Gaspari scrisse:
“La Parola di Amore di Gesù si fa preghiera del cuore di un uomo. La Parola di Amore dell’uomo in comunione con l’Amore della Parola di Gesù è la Vera Preghiera gradita ed esaudita dall’Amore di Dio vivente!”
Per arrivare alla conclusione do lettura di uno scritto redatto in casa di alcuni amici a Napoli dal Dott. Gaspari. Cito:
“Napoli, 9 Aprile, 1988
Risveglio di Amore nel Cuore di Gesù che sempre più si dona a chi ti dona il suo Amore. Padre Pio è felice nella Sua splendida dimora celeste e terrestre. Egli è in Cielo ed in Terra, nel Cuore di Gesù e nel Cuore del Bambino. Cielo e Terra si uniscono nel Cuore Bambino. La Benedizione dell’Amore Divino si diffonde dal Cielo sulla Terra per volere della Trinità. La SS. Trinità segna il tempo presente che è Amore alla vita del Bambino! Tutto può l’Unità della, nella SS. Trinità.
La SS. Trinità solamente dona, può donare e può togliere a c hi vuole la suprema sua autorità in Cielo ed in Terra. La Suprema Autorità della SS. Trinità è racchiusa nell’Amoroso Mio Cuore. Io sono il Cuore della SS. Trinità. Io sono l’Amore Unico della SS. Trinità che vive e si dona al mondo dal centro di Vita del Bambino. Contro la Suprema Maestà della mia Trinità, nessun umano potere arrestare potrà il cammino veloce del Mio Amore che nei Cuori degli uomini vuole entrare. Il Cuore Mio non può attendere la pigra volontà di umane volubili volontà, perciò ora interverrà la Suprema Trinità!!! Beati i veloci esecutori degli ordini supremi della SS. Trina Autorità! Ogni umana infera pigra autorità cadrà, svanirà e più non potrà rialzarsi!
È prossima la caduta di tanti falsi dei! È prossimo il Trionfo della SS. Trinità mia in tutto l’ordine della Terra! Guerra dalla Trinità già dichiarata a tutta la falsa autorità del mondo! È venuto fecondo è e sarà la Vittoria sul mondo della Mia Suprema Trina Autorità d’Amore!”
La prima lettera di Pietro 3,8-9 ci invita a benedire anche chi non ci ama.
8Insomma [siate] tutti concordi, compassionevoli, amanti dei fratelli, misericordiosi, modesti, umili;9non rendete male per male, né maledizione per maledizione; ma invece benedite, perché a questo siete stati chiamati: a possedere in eredità la benedizione.
Con questo chiudo questo podcast e vi invito a pregare per l’avvento del Regno di Dio e della Sua Giustizia inoltre per aiutare il Santo Padre Leone XIV a riconoscere e favorire il tempo di Giovanni, per il ritorno delle Regalità Davidiche sui Troni d’Europa, per la Chiesa dei cuori e per la conversione del mondo intero al Risorto sempre ricordando:
Cristo vinca, Cristo regni, Cristo imperi
Pregate per capi di governo affinché il Quaderno dell’Amore, che è l’arcobaleno della salvezza per questo tempo, entri nei loro cuori e doni il Nuovo linguaggio preparato nel 1968 come barriera ai linguaggi del mondo, per favorire il ritorno di Giovanni che deve aiutare l’amico Pietro a dirigere la barca nelle tempeste dei linguaggi mondani nemici della Triuna Verità.