
INTRODUZIONE
Nel Terzo Millennio dobbiamo mettere il Paraclito a guida dei nostri pensieri per vincere i nostri demoni interiori, ma abbiamo anche il dovere di rivedere gli antichi testi paleo-cristiani per cogliere come si è cercato Dio, seppur in modo imperfetto. Non è nostra intenzione pertanto di partire infatti con la condanna di Sant’Eusebio di Cesarea, ma analizzare alla Luce dell’Amore di Dio le intuizioni del passato per riportarle al presente. Ciò che riteniamo invece importate è comprendere la parte simbolica e soteriologica di questa dottrina antica. L’Autore
Gesù disse: – Se coloro che vi guidano vi dicono: «Ecco! Il Regno è nel cielo», allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se essi vi dicono: «Il Regno è nel mare», allora i pesci vi precederanno. Ma il Regno è dentro di voi ed è fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, sarete conosciuti e saprete che siete figli del Padre Vivente. Ma se non conoscerete voi stessi, allora sarete nella privazione e sarete voi stessi privazione. Vangelo di Tommaso
I TESTI DI NAG HAMMADI
I testi di Nag Hammadi sono un insieme di antichi scritti gnostici in forma di rotoli di pergamena scoperti nel 1945 nel deserto egiziano. Questi testi sono considerati una delle più importanti scoperte del XX secolo per la comprensione del pensiero gnostico e del primo Cristianesimo. La scoperta di tali testi è avvenuta casualmente quando un gruppo di contadini ha trovato un vaso di terracotta contenente una collezione di antichi manoscritti. Questi manoscritti risalivano al IV secolo d.C., ma contenevano testi risalenti al I e al II secolo. I documenti erano scritti in copto, una delle lingue usate dagli antichi egizi. Tali rotoli includono una vasta varietà di scritti, tra cui Vangeli Apocrifi, trattati su teologia, mitologia e filosofia, così come scritti di natura pratico-religiosa. La loro importanza risiede nel fatto che offrono una visione unica del pensiero gnostico, una corrente di pensiero che si sviluppò all’interno del Cristianesimo primitivo. Tali testi rappresentano una serie di punti di vista diversi all’interno dello gnosticismo. Tra i testi importanti vi è incluso il “Vangelo di Filippo”, che affronta il tema dell’anima e del corpo, fornendo una visione dualistica della realtà, e il “Vangelo di Maria Maddalena”, che mette in risalto il ruolo della donna e la sua importanza all’interno dei primi movimenti Cristiani ed il Vangelo di Tommaso. L’importanza dei testi di Nag Hammadi risiede nelle informazioni che forniscono sulla diversità delle dottrine nel Cristianesimo primitivo. Questi testi evidenziano come lo Gnosticismo fosse una corrente di pensiero significativa e influente all’interno del Cristianesimo delle origini, e come molte delle idee gnostiche siano state successivamente considerate eretiche e respinte dalla Chiesa Cristiana. Inoltre, i testi di Nag Hammadi hanno contribuito ad ampliare la nostra conoscenza delle religioni antiche, della filosofia e della cultura del periodo. In particolare, questi testi hanno rivelato che le prime Comunità Cristiane erano molto eterogenee e presentavano una varietà di credenze e pratiche. Questi rotoli antichi offrono uno sguardo unico sulle diverse correnti di pensiero e sulla teologia sviluppate all’interno delle prime comunità cristiane, e hanno contribuito a sfidare le interpretazioni tradizionali della storia e del pensiero religioso.
VANGELO DI TOMMASO
“L’uomo si deve liberare dalle costrizioni e dalle passioni della propria esistenza terrena per trovare il proprio sé”. Il Vangelo di Tommaso è un antico testo che si ritiene sia stato scritto nella metà del II secolo d.C. è scoperto all’interno dei Rotoli di Nag Hammadi nel 1945. Questo Vangelo non canonico contiene una raccolta di 114 detti attribuiti a Gesù, fornendo approfondimenti sui suoi insegnamenti e sulla Sua Sapienza. Gli studiosi ne discutono l’autenticità, poiché condivide somiglianze sia con i Vangeli sinottici che con altri testi gnostici. Ancora oggi i ricercatori nutrono numerosi dubbi riguardanti la profondità di tali testi. Tuttavia, numerose analisi hanno fatto luce sul suo significato all’interno delle prime comunità Cristiane e sulle sue distinte prospettive teologiche.
LA GNOSI
La Gnosi, o conoscenza in greco, è una dottrina filosofica e teologica che rivendica la consapevolezza del vero Sé e la conoscenza ultima della realtà metafisica. È una forma di sapere spirituale basato sull’intuizione diretta dell’essenza della divinità e dell’universo. La parola “gnosi” deriva dal verbo greco “γνῶσις” che significa conoscenza, ma la sua interpretazione e il suo significato sono vasti e vari tra le diverse tradizioni religiose e filosofiche che l’hanno abbracciata. La Gnosi ha radici lontane nella storia umana, risalendo all’antico Egitto, ai misteri greco-romani e all’Oriente arcaico. Tuttavia, raggiunse il suo apice nel tardo medioevo ed ebbe un forte impatto sul Cristianesimo primitivo. Le scuole gnostiche si svilupparono in diverse parti del mondo, come l’Egitto, la Siria, la Persia e la Grecia. La Gnosi sottolinea l’importanza di una ricerca individuale della conoscenza, in contrasto con l’accettazione acritica delle credenze religiose convenzionali. Si crede che la verità ultima possa essere raggiunta solamente attraverso l’esperienza diretta e personale. Questo percorso di auto-conoscenza e consapevolezza profonda coinvolge la comprensione delle Realtà Divine, della natura del male e del significato ultimo dell’esistenza. Una distinzione particolare tra la gnosi e altre tradizioni religiose è la sua enfasi sull’importanza della persona. La Gnosi insegna che ognuno di noi possiede una Scintilla Divina all’interno di sé. Questa scintilla è una connessione diretta con la Divinità e può portare alla liberazione spirituale. Per raggiungere questa liberazione, una persona deve superare gli ostacoli del mondo materiale e giungere alla comprensione illuminata della sua vera natura. La gnosi spesso si associa alla ricerca del conoscere le origini e le cause ultime del mondo. Introduce il concetto di dualismo, che sostiene l’esistenza di due principi opposti: il Bene e il male. Il mondo è considerato un luogo di sofferenza e oscurità, dominato dal principe del male, mentre il Bene rappresenta la Luce e la Verità. La gnosi tende a considerare la realtà materiale come illusoria e transitoria, e il suo obiettivo principale è quello di superare il mondo fisico e raggiungere lo stato di unione con la Divinità. Tuttavia, la Gnosi è stata spesso osteggiata dalla Chiesa Cristiana primitiva, che la considerava eretica. Le dottrine gnostiche sembravano minacciare l’autorità della Chiesa e il suo ruolo come unica intermediaria tra l’uomo e Dio. Dal nostro punto di vista ribadiamo che vi sono delle differenze sostanziali tra la definizione di Gnosi e l’accostamento allo Gnosticismo che ricercava la Gnosi. La Gnosi è una volontà di conoscenza non un’eresia. Certamente vi sono delle interpretazioni che non sono in linea con la dottrina Catafatica o Apofatica e con le affermazioni dei Padri della Chiesa, ma nel III millennio coloro che hanno manifestato una seria disciplina di analisi per aumentare la propria conoscenza del vero, vanno comunque ammirati e non perseguitati. Anche nell’Ortodossia esiste la corrente del Sofianismo che non è accolta con favore, ma questo non toglie che sia un aspetto teologico che merita rispetto ed analisi per la sua profondità. La Gnosi ha influenzato anche il pensiero filosofico occidentale. Studiosi come Carl Jung hanno interpretato la Gnosi come una forma di psicologia individuale, sottolineando l’importanza dell’individuazione del percorso verso la consapevolezza superiore. La Gnosi rappresenta un percorso di conoscenza e consapevolezza spirituale che cerca di raggiungere una comprensione più profonda del Sé e della Divinità. Attraverso l’esperienza diretta e la ricerca individuale, la Gnosi mira alla liberazione spirituale e all’unione con la verità ultima. Nonostante le sue origini antiche, il suo impatto sul pensiero umano è ancora evidente oggi, influenzando diverse discipline, dalla filosofia alla psicologia e alla spiritualità. “La gnosi rappresenta la conoscenza totale, incommensurabilmente superiore alla fede e alla ragione. Lo gnosticismo verrà allora ricollegato alla originaria sapienza primordiale, fonte dei singoli culti. Se gli gnosticismi sono molto diversi fra loro, lo gnosticismo è un’attitudine esistenziale assolutamente caratteristica, un tipo speciale di religiosità. Non è arbitrario enunciare un concetto generale di gnosi, “conoscenza” salvifica che si traduce in reazioni umane ben precise, sempre le stesse. Se lo gnosticismo non fosse che una serie di aberrazioni dottrinali proprie di certi eretici cristiani dei primi tre secoli, il suo interesse resterebbe puramente archeologico; ma esso rappresenta assai di più: l’attitudine gnostica riapparirà spontaneamente, al di fuori di qualsiasi trasmissione diretta; questo particolare tipo di religiosità presenta perfino alcune sconcertanti affinità con certe aspirazioni assolutamente moderne ” Fonte: Lo Gnosticismo” Serge Hutin – Edizioni Mediterranee 2007.
LO GNOSTICISMO
Lo gnosticismo è una corrente di pensiero filosofico e religioso che affonda le sue radici nei primi secoli dell’era cristiana. Questa dottrina presenta una visione particolare del mondo e dell’esistenza umana, affermando che la conoscenza (da cui deriva il suo nome) è la chiave per raggiungere la salvezza e la liberazione spirituale. Gli gnostici credevano che la conoscenza fosse la via per comprendere la vera natura di Dio, dell’universo e degli esseri umani. Secondo la loro concezione, l’Essenza Divina è intrinsecamente presente in ogni individuo, ma l’ignoranza e l’illusione ostacolano la sua manifestazione completa. Una delle principali caratteristiche dello gnosticismo è la sua visione dualistica. I gnostici ritenevano che il mondo fisico e materiale fosse il risultato di un’emanazione dalla Divinità Suprema, che essi chiamavano “il Pleroma”. Tuttavia, consideravano questo mondo come un’illusione ed una prigione per l’anima umana, che era intrappolata in un corpo fisico e soggetta a sofferenza e morte. Secondo gli gnostici, l’anima umana è scesa da una dimensione superiore alla ricerca del suo ritorno all’unità con la Divinità. Questo ritorno viene raggiunto attraverso la conoscenza gnostica, che è il mezzo per liberare l’anima dalla prigione del corpo, dell’ignoranza e delle illusioni del mondo materiale. Nell’ambito dello gnosticismo, si sviluppò un ampio spettro di diverse scuole di pensiero e insegnamenti, che condividevano l’idea centrale della conoscenza come strumento di liberazione. Alcuni dei movimenti gnostici più famosi includono i Valentiniani, i Settiani, i Mandei, i Manichei e i Carpocratei, ognuno dei quali sviluppò le proprie dottrine e pratiche spirituali. Tuttavia, lo gnosticismo non fu solo una corrente religiosa, ma anche una risposta filosofica alle grandi domande esistenziali. Gli gnostici sottolineavano l’importanza della conoscenza individuale e personale, respingendo l’autorità delle istituzioni religiose tradizionali e la supremazia del dogma religioso. Per loro, la verità era un’esperienza interiore e individuale, che poteva essere raggiunta solo attraverso la conoscenza diretta e personale. Lo gnosticismo ebbe un impatto significativo sulla cultura e sulla spiritualità del suo tempo, influenzando numerose tradizioni e movimenti spirituali successivi. Nella contemporaneità, lo Gnosticismo è stato oggetto di un rinnovato interesse e studio, grazie all’apertura di nuovi spazi nell’ambito dell’esplorazione spirituale e filosofica. La sua concezione dell’importanza della conoscenza individuale e personale, così come la sua visione critica delle strutture religiose istituzionalizzate, sono temi ancora attuali e rilevanti nell’ambito del dibattito filosofico e religioso odierno.
Certamente vi sono delle crudeltà tali nel mondo che fa pensare certamente che almeno una parte di questo non fu creata dall’Amore di Dio ma una scimmia di Dio stesso. Molti individui non riescono, per motivi strani e misterici, a diventare buoni, ad essere compartecipi di una Volontà di Amore e di Bontà nell’umanità. Dio stesso che è Bontà non si interessa di ciò che è malvagio sin dall’inizio, ma cerca nei tempi di far comprendere a coloro che sono cattivi ma potenzialmente salvabili, che debbono mettere al primo posto il suo Amore unificatore. Pertanto, in senso lato, molte intuizioni degli Gnostici sono corrette nell’aver individuato una forma malvagia che rimane tale nei tempi, per questo motivo è necessario leggere queste “eresie” alla Luce dell’Amore di Dio e capire che forse non erano tanto eretiche o se anche lo fossero state, la persecuzione esercitata nei loro confronti fu l’esempio perfetto che il male prende delle forme che sono spiriti antichi nemici della volontà di conoscenza.
8Ed egli disse: – L’uomo è simile ad un saggio pescatore che ha gettato la rete in mare: egli l’ha tirata su dal mare piena di piccoli pesci, in mezzo ai quali ha trovato un pesce grosso e buonissimo. Egli allora ha buttato tutti i pesci piccoli dentro al mare e ha scelto il pesce grosso senza esitazione. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Vangelo di Tommaso
IL VANGELO DI MARIA MADDALENA
Il Vangelo di Maria Maddalena è uno dei testi più intriganti e controversi che sono stati scoperti negli ultimi decenni. Ritrovato nel 1945, insieme ad altri scritti gnostici, nella regione di Nag Hammadi in Egitto, questo vangelo ha attirato l’attenzione di studiosi, teologi e appassionati di spiritualità per la sua struttura unica e il contenuto profondo. Maria Maddalena, una delle figure più enigmatiche del Nuovo Testamento, è una donna di grande importanza nel cristianesimo, soprattutto nella tradizione cattolica. Nella Bibbia, viene descritta come la seguace di Gesù che fu testimone della sua crocifissione, risurrezione e fu la prima persona a incontrarlo dopo la sua resurrezione. Tuttavia, la sua figura e ruolo nella storia cristiana sono stati spesso confusi e complicati da diverse interpretazioni e tradizioni. Il Vangelo di Maria Maddalena getta nuova luce sulla sua figura e offre una prospettiva unica sulla sua relazione con Gesù. Il testo, purtroppo incompleto, si apre con Maria Maddalena che condivide una visione che ha avuto e il suo dialogo con gli altri discepoli su quella visione. Le parole di Maria Maddalena indicano una conoscenza spirituale profonda ed un legame profondo con la visione Teandrica. Tuttavia, gli altri discepoli sembrano non essere in grado di accettare e comprendere il suo messaggio, che implica una sorta di gelosia o conflitto tra loro. Uno degli aspetti più significativi di questo Vangelo è come Maria Maddalena venga presentata come una figura chiave nell’insegnamento spirituale e nella trasmissione del messaggio di Gesù. Secondo il testo, Gesù le avrebbe condiviso insegnamenti segreti che non ha rivelato agli altri discepoli. Questo aspetto del Vangelo ha portato alcuni studiosi a interpretare Maria Maddalena come un’apostola o una leader spirituale di rilievo, a differenza di come sia stata spesso raffigurata nella tradizione religiosa. Il Vangelo di Maria Maddalena affronta anche il tema del dualismo e della Conoscenza Divina. Il testo fa riferimento a un mondo materiale corrotto alla ricerca assoluta di una conoscenza spirituale superiore che porti alla liberazione del proprio sé. Ciò riflette la teologia gnostica, che afferma che la salvezza è ottenuta attraverso la comprensione e la penetrazione dei Misteri nascosto nei Simbolismi Divini. Questo aspetto del Vangelo ha sostenuto la sua fama e la sua importanza per coloro che cercano una conoscenza spirituale più profonda al di là delle tradizionali interpretazioni religiose che, in un modo o nell’altero, restano ancorate a delle forme. Tuttavia, è importante notare che il Vangelo di Maria Maddalena, come molti altri testi gnostici, sia stato rigettato dal canone ufficiale delle Chiese Cattolica ed Ortodossa. Questo ha sollevato domande sulla sua autenticità e sulla sua validità rispetto ai Vangeli canonici. Molti sostengono che il testo possa contenere insegnamenti autentici di Gesù e di Maria Maddalena, mentre altri lo considerano una creazione successiva con influenze gnostiche. Tale Apocrifo rimane un mistero affascinante che suscita ancora oggi dibattiti e discussioni. Il suo contenuto spirituale e il ruolo centrale di Maria Maddalena nella sua narrazione offrono una prospettiva diversa su una delle figure femminili più importanti del cristianesimo. Che si tratti di realtà o di leggenda, tale Vangelo continua ad ispirare molti nella loro ricerca di una connessione più intima con la TriUnità.
«Che cosa è il peccato del mondo? – il Salvatore rispose – Non vi è alcun peccato. Siete voi, invece, che fate il peccato allorché compite azioni che sono della stessa natura dell’adulterio, che è detto “il peccato”. Per questo motivo il bene venne in mezzo a voi, nell’ essenza di ogni natura per restituirla alla sua radice – e proseguì dicendo – per questo vi ammalate e morite, perché voi amate ciò che è ingannevole, ciò che vi ingannerà. Chi può̀ comprendere, comprenda». Vangelo di Maria Maddalena
GLI STUDI
La Gnosi è una dottrina mistica che affonda le sue radici nell’Ellenismo, mescolando elementi filosofici e religiosi provenienti dalle tradizioni ebraica e pagana. Secondo gli studiosi il Vangelo di Tommaso presenta una visione del mondo e degli insegnamenti di Gesù radicalmente diversa da quella che conosciamo dai Vangeli Canonici, aspetto qual quale non concordiamo perché se si si non ha una chiave tutti i testi sia i Canonici che gli Apocrifi diventano incomprensibili. Mentre i Canonici offrono un’immagine di Gesù Salvatore principalmente come Divino-Umanità rivelata, il Vangelo di Tommaso offre una prospettiva più personalistica, in cui l’accento è posto sullo sviluppo spirituale della persona. Uno degli aspetti più interessanti del Vangelo di Tommaso è la sua struttura composita, in cui si trovano raccolti 114 aforismi o “Λόγοι” di Gesù, senza una narrazione continua come nei vangeli canonici. Questi aforismi spaziano tra diversi temi, dalla conoscenza mistica alla morale etica e all’illuminazione interiore. Molti di essi sfidano l’immagine di un Gesù sofferente e sacrificale, affermando invece l’importanza della conoscenza e dell’autocoscienza come mezzi di redenzione. Sebbene alcuni aforismi del Vangelo di Tommaso ricordino insegnamenti presenti anche nei vangeli canonici, la differenza principale risiede nell’enfasi sulla gnosi come strumento di salvezza. Secondo molti studiosi, questo aspetto riflette le preoccupazioni di una comunità cristiana che si stava sviluppando in un contesto di rapide trasformazioni sociali e politiche, dove la possibilità di conoscere e comprendere le realtà nascoste e invisibili poteva essere un mezzo di liberazione spirituale e personale. Tuttavia, il Vangelo di Tommaso non è stato incluso nel canone ufficiale del Cristianesimo primitivo, che ha preferito mantenere una visione più ortodossa della fede, concentrata sulla Divinità di Gesù e sulla sua opera di redenzione. Nonostante ciò, il Vangelo di Tommaso ha continuato ad esercitare un certo fascino, stimolando dibattiti e discussioni sulle origini del cristianesimo e sulle sue varie interpretazioni. Le varie analisi ci offrono una prospettiva affascinante sui testi gnostici e sulle loro implicazioni per la comprensione del Cristianesimo primitivo. Attraverso il Vangelo di Tommaso, si viene invitati a considerare l’importanza della conoscenza e dell’autocoscienza come strumenti di liberazione spirituale, offrendo così una visione interessante della figura del Risorto e dei suoi insegnamenti.
BIBLIOGRAFIA
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- “Gnosticismo e cristianesimo antico” Alberto Camplani
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- “I vangeli gnostici: Antologia di testi sacri” a cura di Agostino Paravicini Bagliani
- “Gnosticismo e società” di Ugo Bianchi
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