
PREMESSA
In questo articolo desideriamo affrontare un tema affascinante avvolto nel mistero: il mistero del Gran Monarca. Questa figura, tanto discussa quanto enigmatica, ha suscitato un grande interesse nel corso dei secoli e rimane tuttora oggetto di speculazione e di diverse interpretazioni. Il Gran Monarca è un personaggio che ha radici antiche, ricollegate a profezie medievali ed a leggende che circolano da tempi remoti. Si dice che sia destinato ad apparire in un momento di crisi del mondo, portando con sé una nuova Era di pace, giustizia e prosperità. Le varie fonti storiche e religiose che parlano di lui, offrono diverse interpretazioni sul suo ruolo e sulla sua identità, creando un terreno fertile per diverse teorie e ipotesi. Nell’articolo che segue, abbiamo raccolto informazioni da diverse fonti, analizzando i diversi punti di vista su questa figura. Abbiamo cercato di offrire un quadro completo, prendendo in considerazione sia le profezie che lo riguardano, sia le opinioni degli studiosi e degli appassionati che ne hanno indagato il mistero nel corso degli anni. Tuttavia, va sottolineato, che il Gran Monarca è un argomento che si situa tra realtà e leggenda, tra fatti storici e profezie apocalittiche. Pertanto, è importante mantenere una mente aperta e criticare in modo ragionato le informazioni presentate in questo articolo. Esistono diverse interpretazioni e teorie che possono essere oggetto di discussione e di dibattito e su queste concentreremo la nostra ipotesi Ci auguriamo che questo articolo possa offrire spunti interessanti e stimolare la ricerca sulla figura affascinante di questo misterioso aspetto enigmatico.
L’IDEA DI REGALITÀ SACRA
L’idea di una Regalità Sacra, nascosta al mondo, rappresenta un concetto profondo e ricco di significato all’interno della tradizione mistica segreta. Questo concetto si basa sulla credenza che esista una forma di potere Sovrannaturale e Divino che è incarnato nella figura del sovrano. Questo potere regale viene considerato di origine sacra e trascendente, collegato direttamente alla Divinità stessa. Per comprendere appieno l’idea di Regalità Sacra nella tradizione mistica segreta, è opportuno esaminare alcuni testi di riferimento. Uno di essi è “Sacrum et Profanum” di Mircea Eliade. In questo libro, Eliade analizza le diverse tradizioni religiose e mitologiche in cui si trova l’idea del Sovrano come Figura Sacra. Eliade sostiene che questa concezione si basa sul fatto che il sovrano è considerato il ponte tra il mondo umano e il mondo divino, responsabile di mantenere l’ordine cosmico e di garantire il benessere della sua comunità. Anche in “Mito e Realtà” vi è un’analisi sulla mitologia del ricordo come sistema di eterno ritorno. Un altro testo importante in questo contesto è “Simboli della trasformazione” di Carl Gustav Jung, testo col quale l’autore si distacca oramai totalmente dall’analisi freudiana. Jung esplora il concetto di Regalità Sacra nel contesto dell’individuazione e della psicologia dell’inconscio collettivo. Egli sostiene che l’archetipo del Sovrano Sacro rappresenta l’integrità psichica dell’individuo e la sua connessione con l’ordine divino. La Regalità Sacra è vista come un’Energia Spirituale che guida e illumina il cammino interiore dell’individuo verso la sua piena realizzazione. L’Idea di Regalità Sacra avvolta da un mistero permane come un concetto di grande importanza spirituale e simbolica che rafforza la possibilità approfondire la comprensione di questa concezione profonda e ricca di significato, che connette il sovrano con il divino e sottolinea la necessità di un ordine cosmico e spirituale nelle nostre vite.
DEFINIZIONE
Il Gran Monarca è una figura misteriosa e affascinante della storia. Lo si trova menzionato in diversi testi e opere letterarie, suscitando curiosità e fantasie sull’identità e sul suo ruolo nella società. Cercheremo di esplorare i vari riferimenti al Gran Monarca presenti nella letteratura e nella mitologia, cercando di gettare luce su questa figura avvolta da un velo di segretezza. Il Gran Monarca e il Sang Real (o Sangue Reale) sono due concetti che spesso vengono menzionati nei racconti leggendari e nelle profezie, suscitando fascinazione e curiosità tra gli studiosi del mistero. Sebbene la storia di entrambi sia avvolta nel segreto e nel misticismo, ci sono alcune teorie che tentano di spiegare il possibile legame tra questi due concetti. Partiamo dal Gran Monarca. Questa figura è descritta come un sovrano leggendario che avrebbe un ruolo cruciale nell’epoca finale dell’umanità. Secondo alcune profezie, il Gran Monarca sarebbe colui che ristabilirà un’epoca di pace e prosperità dopo un periodo di tribolazioni e distruzioni. Noi formuleremo alla fine di questo articolo la nostra tesi che parrà alquanto originale, ma è basata su studi trentennali che desideriamo rilasciare come un regalo per chi desidera approfondire. Questo Gran Monarca si dice che sarebbe un leader spirituale e politico, degno di governare l’intera umanità; questa ipotesi ha un fondamento esoterico molto interessante anche se vi sono dei punti molto singolari che meritano degli sviluppi ulteriori. Secondo alcuni studiosi, tra i quali l’autore, il Gran Monarca è spesso associato ad un legame particolare all’Apostolo Prediletto. Ma chi è realmente il Gran Monarca e quale ruolo riveste nel legame con Giovanni Evangelista? La figura del Gran Monarca appare in diverse profezie e testi religiosi, tra cui quelli attribuiti a Nostradamus, San Malachia. Il legame con Giovanni Evangelista risiede nel fatto che molte profezie indicano che il suo ritorno avverrà in relazione alla figura dell’Apostolo Prediletto. Secondo la Tradizione Cristiana, Giovanni Evangelista fu uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo e l’unico a non morire martire. Invece, si ritiene che sia stato portato in cielo in un corpo incorrotto e che tornerà sulla terra prima della seconda venuta di Cristo. L’idea del Gran Monarca è pertanto una figura di grande importanza nel contesto delle profezie e delle credenze spirituali di diverse tradizioni religiose e filosofiche.
CONTESTO STORICO E CREDENZE RELIGIOSE
Per comprendere appieno l’idea del Gran Monarca come riflesso mistico, è fondamentale considerare il contesto storico e le credenze religiose in cui questa figura è emersa. Dalle profezie medievali, influenzate dal Cristianesimo, anche nell’Islam sciita esiste l’idea di un Mahdi che arriverà alla fine dei tempi ma, a nostro avviso, l’immagine del Gran Monarca è nettamente legata ad un’idea Cristiana di rinnovamento totale dell’umanità che si convertirà in maggioranza alla Parola di Cristo. Alcuni scritti come “Il Re del Mondo” di René Guénon, offrono un’analisi dettagliata di questa dimensione spirituale. I lettori sono a conoscenza che l’autore non disdegna di entrare in territori inesplorati proprio perché si ritiene profondamente libero da ogni influenza anche di natura religiosa, cosa che abbiamo dimostrato nei pregressi articoli. L’idea del Gran Monarca, sebbene abbia avuto sviluppi differenti nel tempo, ha lasciato un segno indelebile nella storia delle credenze spirituali. Influenze di questa concezione possono essere trovate in letteratura, arte, filosofia e persino nei movimenti politici. Questo potrebbe suggerire che il legame tra il Gran Monarca e Giovanni Evangelista vada al di là delle figure storiche e raggiunga una dimensione più Spirituale se non propriamente Mistica. Il Sang Real, d’altra parte, è spesso associato al concetto del “Sangue Reale” o “Sangue Sacro”. Secondo alcune teorie, il Sang Real farebbe riferimento ai discendenti diretti di Gesù Cristo che, secondo queste teorie, sarebbero sopravvissuti e avrebbero mantenuto segretamente il loro lignaggio nel corso dei secoli. Questi discendenti sarebbero, quindi, dei portatori di una linfa sacra che avrebbe un potere spirituale e divino. Secondo alcuni studi, il Gran Monarca potrebbe essere uno dei discendenti del Sang Real che giunge alla ribalta durante il culmine delle tribolazioni e delle sfide dell’umanità. Sarebbe lui il prescelto per guidare il mondo verso un’epoca di pace e armonia. Bisogna inoltre sottolineare che molti delle profezie che parlano del Gran Monarca e del Sang Real sono di origine religiosa o esoterica e spesso sono aperte a diverse interpretazioni. Ciò ha alimentato molte speculazioni e le teorie su queste figure misteriose. Il legame tra il Gran Monarca e il Sang Real rimane avvolto nel mistero e nella leggenda. Sebbene alcune teorie tentino di spiegare la connessione tra questi due concetti, è importante ricordare che si tratta di interpretazioni personali e che la loro veridicità non può essere né dimostrata né smentita. Ciò nonostante, il fascino e la curiosità che queste figure suscitano continuano ad affascinare gli studiosi del mistero e gli appassionati di leggende antiche. Nonostante la mancanza di prove concrete riguardo all’esistenza fisica del Gran Monarca, le menzioni di questa figura nelle opere letterarie e di profezia hanno suscitato interesse e speculazioni nel corso dei secoli. Sebbene i dettagli riguardanti l’identità e il regno del Gran Monarca siano ancora avvolti nel mistero, il suo mito persiste come simbolo di un sovrano giusto e potente che porterà pace e prosperità al mondo.
LA TEORIA DEI MEROVINGI
Il Gran Monarca come linguaggio una figura enigmatica che è stata oggetto di varie teorie e profezie nel corso dei secoli, è un personaggio che si dice sia destinato a portare la pace al mondo e a restaurare l’ordine nella società. Tra le numerose teorie legate a questa figura, una in particolare coinvolge il legame tra il Gran Monarca, il linguaggio ed i Merovingi. I Merovingi furono una dinastia di re franconi che governò la Francia dal V al VIII secolo d.C. Durante il loro regno, si dice che avessero un rapporto speciale con il linguaggio. Alcuni sostengono che furono i guardiani dei segreti della parola e che possedessero un linguaggio sacro e mistico con il quale comunicavano con le Divinità. Questo linguaggio, chiamato anche “Lingua di luce” o “Lingua degli Dei”, sarebbe stato tramandato di generazione in generazione all’interno della famiglia reale. Secondo la teoria del legame tra il Gran Monarca e i Merovingi, si crede che il Gran Monarca sia un discendente diretto di questa dinastia e quindi sia in possesso del potere del linguaggio. Si ritiene che il Gran Monarca conosca la Lingua di luce e che sia in grado di utilizzarla per compiere miracoli e per comunicare Cristo-Dio. Inoltre, alcuni sostenitori di questa teoria affermano che il Gran Monarca utilizzerà il suo potere linguistico per ripristinare l’armonia e la giustizia nel mondo. Si dice che, grazie al suo linguaggio sacro, il Gran Monarca sarà in grado di convincere i popoli a vivere in pace, di risolvere i conflitti e di riportare l’equilibrio tra l’umanità e la natura. Tuttavia, è importante tenere presente che queste teorie e profezie riguardo al Gran Monarca e al suo legame con i Merovingi o Giovanni Evangelista o, come riteniamo noi, con ambedue, sono basate su credenze e interpretazioni soggettive ma probabilmente rientrano inq quei misteri di natura riservata che debbono essere manifestati con una certa lentezza al fine di permettere ai popoli di assorbirli. In conclusione, il Gran Monarca e la sua conoscenza del Linguaggio Sacro dei Merovingi rappresentano un legame interessante tra leggende, profezie e mitologia. Sebbene vi siano teorie e profezie a riguardo, è necessario mantenere una visione aperta e non chiusa né in pre-concetti né in pre-giudizi. Certamente nei tempi di decadenza attuali, dove idee malsane vengono incensate come formulazioni aventi diritto, l’idea di un ripristino totale della Tradizione, seppur rinnovata, certamente non è peregrina. Va da sé che la società Tradizionale, caratterizzata da un forte radicamento nei valori, nelle norme e nelle istituzioni del passato, sta subendo profondi attacchi sotto l’effetto dei mutamenti sociali e culturali che caratterizzano l’odierna epoca globalizzata. I valori di una società legata alla Tradizione sono:
- Identità culturale: una società tradizionale conserva la sua identità culturale attraverso le generazioni. Questa identità è spesso radicata nella storia, nei riti e nelle usanze, fornendo un senso di continuità e appartenenza alla comunità.
- Valori condivisi: le società tradizionali spesso condividono valori comuni come l’onore, la lealtà, l’integrità e il rispetto dei più anziani. Questi valori spesso aiutano a mantenere coesa la comunità garantendo l’armonia e la cooperazione tra i membri.
- Stabilità sociale: le società tradizionali sono spesso caratterizzate da relazioni sociali basate su gerarchie e ruoli ben definiti. Questo offre stabilità e ordine sociale, creando un senso di sicurezza per i membri della comunità.
La Tradizione è un elemento fondamentale per la vita di una comunità. Tramandare conoscenze, valori, usanze e cultura dalle generazioni passate a quelle presenti e future è un compito che ha un significato profondo e che contribuisce a mantenere una solida identità collettiva. La Tradizione è il custode delle nostre radici e ci consente di comprendere l’evoluzione della nostra società. Preservare l’eredità culturale consente alle future generazioni di apprezzare il passato, scoprire le origini della propria identità e acquisire una connessione più profonda con il loro patrimonio.
LA NOSTRA IPOTESI
Secondo il nostro punto di vista il Gran Monarca è certamente legato a Giovanni l’Evangelista, ma in particolare ad una Regalità che si manifesterà attraverso un Linguaggio donato al mondo. Tale linguaggio, apparentemente semplice, potrebbe, in realtà, essere ricco di sfumature meta-linguistiche che permettono di esprimere concetti e Verità nascoste da millenni. Potrebbe includere complesse regole sulla concordanza dei verbi e degli aggettivi, sulla formazione dei tempi verbali e sull’ordinamento delle parole. Tali caratteristiche potrebbero essere utilizzate per enfatizzare la nobiltà e la dignità della comunicazione Regale. L’origine del Gran Monarca potrebbe è oggetto di dibattito oltre che di notevole incertezza. Potrebbe essere ipotizzato che questo codice sia derivato da un antico linguaggio Regale risalente ad una Monarchia perduta nel tempo, come anche se fosse una Parola preservata e tramandata segretamente attraverso le generazioni, finché non è stato donato al mondo come un tesoro linguistico di grande valore spirituale. Infine, il Gran Monarca potrebbe essere un dono generoso da parte Dio, come un sovrano che desidera diffondere il Suo Amore a tutto l’orbe terra. Potrebbe essere considerato un privilegio ed un onore poter riservato solo in coloro che dimostrano devozione alla Regalità secondo l’Ordine di Melchisedek. In definitiva, il Gran Monarca potrebbe rappresentare il Linguaggio Regale che incarna l’eleganza, la nobiltà e la ricchezza mistica col fine di inaugurare una nuova Civiltà. Le sue origini e le sue caratteristiche specifiche possono essere solo oggetto di ipotesi, ma probabilmente esiste un sottobosco nascosto che ne conserva l’immagine e la definizione.
L’APPROCCIO GUENONIANO
René Guenon, uno dei principali esponenti degli studi sulla Tradizione Primordiale, in uno dei suoi lavori più significativi, “Il Re del Mondo”, affronta un tema di grande interesse e mistero: la figura mitica del Re del Mondo, un Sovrano Spirituale che governa sull’umanità. Innanzitutto, bisogna sottolineare che il concetto di Re del Mondo non è una novità introdotta da Guenon, ma ha radici antiche in molte tradizioni spirituali. Guenon, tuttavia, ha analizzato e approfondito questa idea in modo accurato e dettagliato, fornendo al lettore una visione complessa e profonda di questo misterioso personaggio. Secondo lo studioso, il Re del Mondo è colui che incarna la legge e l’autorità spirituale sulla terra. Non è semplicemente un sovrano terreno, ma una figura che detiene poteri di ordine soprannaturale e che governa seguendo i principi della Tradizione Primordiale, ovvero l’insieme delle conoscenze spirituali universali. Secondo il Guenon, la Regalità è una nozione profondamente radicata nella tradizione e nelle culture antiche. È la manifestazione di un potere superiore che trascende il semplice regno terreno, riunendo cielo e terra. Il Re, in quanto rappresentante di questa Regalità, diventa il simbolo stesso dell’ordine cosmico e dello status divino. Tuttavia egli sottolinea che la vera Regalità non deve essere confusa con il concetto moderno di Monarchia o con il potere politico temporale. La Regalità spirituale supera il livello delle istituzioni umane e si riferisce all’Autorità di ordine superiore che governa l’universo. Il Re del Mondo, secondo Guenon, è colui che incarna questa Regalità spirituale, unendo gli aspetti visibili a quelli invisibili; colui che è superiore al Principe di questo mondo. A differenza dei governanti mondani, il Re del Mondo agisce in modo invisibile, influenzando sottilmente gli avvenimenti terreni attraverso la diffusione di Principi Spirituali e la guida delle anime. È una presenza nascosta ma potente che agisce per il Bene supremo dell’umanità e per il ripristino dell’ordine cosmico. Lo studioso sostiene che il Regno del Mondo è un concetto simbolico che rappresenta un periodo di Rinnovamento Spirituale e di Ritorno all’Armonia Cosmica. In questo senso, il Re del Mondo non è un individuo soltanto, ma una dinamica universale che si manifesta ciclicamente nel corso della storia. A suo avviso, la nostro epoca è caratterizzata dalla fine del ciclo oscuro dell’umanità e dall’inizio di una nuova era, sotto la guida del Re del Mondo. Questo periodo di transizione è segnato da tensioni e conflitti, ma anche da un risveglio spirituale e da una riconquista dell’essenza primordiale dell’umanità. L’opera di Guenon non è solo una speculazione filosofica, ma cerca anche di fornire indicazioni pratiche per comprendere e realizzare il Regno del Mondo. Egli invita l’individuo a riscoprire le proprie radici spirituali, a riconnettersi con la Tradizione Primordiale e a vivere secondo principi morali ed etici universali. René Guenon invita pertanto a riflettere sulla nostra condizione spirituale e a perseguire un cammino di conoscenza che ci porterà alla riscoperta e all’instaurazione del Regno di Dio nel mondo.
LA VISIONE EVOLIANA
L’idea di Regalità è un tema centrale nella filosofia di Julius Evola, un pensatore italiano del XX secolo noto per la sua critica al materialismo e alla modernità. Evola sostiene che la Regalità non è solo una forma di governo, ma un’idea più profonda che rappresenta l’Autorità Spirituale e il Potere Sacro. Secondo il filosofo, la Regalità non si basa sul potere temporale o politico, ma sull’autorità derivata da principi superiori e da un legame con il divino. L’autorità e il potere del sovrano sono considerati sacri e provengono da una dimensione trascendente. Evola afferma che la Regalità viene meno quando il sovrano perde questa connessione e diventa un mero strumento del potere terreno. Egli ritiene che la vera Regalità richiede un comportamento etico ed eroico da parte del Sovrano. Questo comportamento deve essere in armonia con una “legge superiore”, basata su principi immutabili che trascendono la volontà umana. Il Sovrano, in quanto prototipo e rappresentante di questa legge superiore, ha il compito di guidare il popolo verso valori e ideali più alti. Evola considera la Regalità come una delle vie di realizzazione individuale e sociale. Egli sostiene che solo attraverso un Regno guidato da un sovrano spiritualmente evoluto l’intera comunità può raggiungere il pieno potenziale. Questa idea è in netto contrasto con la visione moderna della democrazia e del potere centrato sul popolo, che Evola ritiene privo di significato e scopo trascendente.
ALCUNE PROFEZIE
Nel IX secolo, Rabano Mauro, vescovo di Magonza, racconta che San Remigio, alla vigilia del battesimo di Clodoveo nel 496 d.C. avrebbe profetizzato così: «Verso la fine dei tempi un discendente dei Re di Francia regnerà su tutto l’antico impero romano. Sarà il più grande dei Re di Francia e l’ultimo della sua stirpe». Nel XVI secolo Jean Vatiguerro commenta, nel 1524, alcune profezie attribuite a San Cesario, vescovo di Arles (470-542). Egli annuncia il Gran Monarca con precisione: “Ecco, arriva il nobile esiliato, l’eletto del Signore. Risale al trono dei suoi avi, da cui l’aveva cacciato la malizia degli uomini depravati. Riacquista la corona floreale adorna di gigli. Dopo aver stabilito il suo seggio nella città pontificia, il Re di Blois, porrà la tiara pontificia sulla testa di un Santo Pontefice amareggiato dalle tribolazioni, che obbligherà il clero a vivere secondo la disciplina delle età apostoliche”. Nel XVIII secolo, il Liber Mirabilis del 1795 rende popolare la profezia della Certosa di Premol situata vicino a Grenoble le cui previsioni si estendono dal 496 all’anno 2000 per descrivere le sorti della Francia e dell’Europa. Esse mettono in evidenza la caduta della Monarchia francese nel corso di una sanguinosa Rivoluzione e il ritorno finale dell’Imperatore e Re che regnerà sull‘Europa. Questo ritorno è preceduto da una guerra rovinosa per molte grandi città francesi, da uno scisma in seno alla Chiesa Cattolica e dalla distruzione del Vaticano. La profezia situava questi avvenimenti nelle vicinanze dell’anno 2000.
…Il Gran Monarca verrà attraverso la Francia meridionale…bisogna sottolineare che se il Gran Monarca doveva avere una specie di coadiutore spagnolo (Xavier di Borbone-Parma?) come sembrano indicare le profezie ciò significherebbe che il Re nascosto è di discendenza anteriore a tutte quelle della casa di Spagna…
Estratti da “Il Re scomparso” di Eric Muraise – Ed. Sugarco
…Ho sentito parlare spesso di qualcuno che deve venire senza essere atteso, dello straniero tra tutti gli stranieri immaginabili. Mai un uomo sarà stato così sconosciuto, così imprevisto e così subitaneo … Sarà lo stupore stesso…Ed è possibile veramente che io sia il solo ad attenderlo ed a sperarlo …
…Verrà senza dubbio in Francia come si conviene perché Notre Dame de Compassion ha pianto a La Salette parlando di lui. Sarà certamente l’uomo atteso dai buoni e dai cattivi. Missionario soprannaturale di gioia e di disperazione che tanti profeti hanno annunciato. Quel giorno si conoscerà infine la vera forma della terra e perché si chiama lo sgabello dei piedi del Signore … Tutto ciò che posso dire è che lo straniero che bisogna attendere sarà certamente un vagabondo essendo inviato da COLUI di cui è scritto che nessuno sa donde venga e donde vada. Un vagabondo dell’assoluto … Quando entrerà in scena cadranno da tutti gli occhi scintille in quantità prodigiosa e ci sarà nel mondo un clamore infinito” (Jean Blois).
Estratto da “Rennes-le-Château” di Gerard de Sede – Edizioni Robert Laffont – pag. 114: … “I Sicambri erano i discendenti della tribù ebrea di Beniamino che era emigrata in seguito in Arcadia (vedi anche passo della Bibbia Maccabei I 12,19). Ecco la copia della lettera scritta a Onia: Ario, Re degli Spartani, a Onia, sommo sacerdote, salute!
…In uno scritto riguardante gli Spartani ed i Giudei si è trovato che sono fratelli perché della stessa stirpe di Abramo. E ora che siamo a conoscenza di questo, farete bene a tenerci informati della vostra prosperità. Quanto a noi vi scriviamo: i nostri bestiami e i nostri beni sono vostri, e ciò che è vostro e nostro. Ecco vi mandiamo questo messaggio affinché ne siate informati, in Sicilia, nella Alpi e sulle sponde del Reno. L’ultimo Re Merovingio Dagoberto II venne assassinato a Stenay nelle Ardenne nel 679 d.C. il figlio Sigisberto IV riuscì a sfuggire alla medesima sorte del padre grazie all’aiuto di un certo Meroveo Levi di origine Sicambra che lo portò in segreto a Rennes-le-Château. Secondo l’autore le carte trovate a Rennes-le-Chateau dall’abate Sauniere riguarderebbero proprio la prosecuzione di questa dinastia (di questo parleremo in un nostro prossimo articolo). Infatti nelle pergamene trovate vi era il sigillo di Bianca di Castiglia, madre di San Luigi IX. Il libro continua … questa linea cripto-merovingia si è perpetuata nell’ombra sino ai nostri giorni”.
Estratto da: “Le cycle dell’humanité adamique” di Jean Phaure
pag. 582 “…L’abate Rigaux, confessore di Melanie Calvat, la veggente di La Salette, annotò verso l’inizio di questo secolo ciò che essa gli aveva confidato ed in particolare le risposte date ad alcune domande:
Domanda – Il Gran Monarca che Dio ci riserva discende dagli Orleans?
Risposta – No, ma quando apparirà non avrà nemici più acerrimi di questi. Egli sarà soprannominato DIO DONA, si chiamerà LUIGI-CARLO, vivrà per molti anni e resterà celibe. Sarà un VALOIS del sangue di SAN LUIGI nonché discendente di FILIPPO V°, fratello di SAN LUIGI dal suo ramo cadetto”.
BIBLIOGRAFIA
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– “Profezie di San Malachia (Prophetiae Beati Malachiae Archiepiscopi de Summis Pontificibus),
– “Les Mérovingiens” di Patrick Périn (2001)
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– “The Merovingian Archaeology of South-West Gaul” di David W. Potter (2012)
– “Le cycle dell’humanité adamique” di Jean Phaure
– “Rennes-le-Château” di Gerard de Sede Edizioni Robert Laffont
– “Rivolta contro il mondo moderno” “Il federalismo Imperiale” di Julius Evola
– René Guenon “Il Re del mondo”
– Coomaraswamy, A. K. (1924). “The Divine Kingship in India. History of Religions”, 1(2), 135-166 “Il Grande brivido”.
– Eliade, Mircea “Il mito dell’eterno ritorno” “”Sacrum et Profanum”
– Jung, Carl Gustav “Simboli della trasformazione”