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IL PARACLITO PADRE DELLA CIVILTÀ

 

I frutti dello Spirito di Dio sono: amore, gioia, pace, pazienza, benevolen­za, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. San Paolo, Lettera ai Galati

Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del Mio e ve l’annunzierà. Vangelo di Giovanni

Nei tempi della fine, coloro che serviranno in verità Dio, si terranno felicemente nascosti dalla vista degli uomini. San Nifonte di Caregrad

INTRODUZIONE

Il primato della civilizzazione sulle forme di distruzione dello spirito usurpatore si sta manifestando in tempi e modi oramai palesi.

Il Paraclito nella sua opera civilizzatrice come prima azione essenziale provvede a rimuovere tutte le forme di schiavitù che sono volontà di potenza, le quali utilizzano strutture filosofiche, ideologiche ed anche spiritualiste che operano contro la libertà dell’uomo.

In particolare lo spiritualismo è un falso misticismo che si aziona su livelli sentimentali che così tendono al fanatismo, permanendo in un ambito nebbioso che indirizza verso un settarismo nel senso di una mistificazione del Sacro, in nome di una neo-creazione di parole isteriche che riducono tutto ad un moralismo rigido e dogmatico inerte, una sorta di pseudo-cristianesimo relativo e dialogante tendente ad un a-teismo sovvertitore della società. Tale forma è pertanto una tiepidezza esteriore di atteggiamenti che sono contraffazioni della Verità Una.

Le forme spiritualiste rifuggono dalla Tradizione e tendono a rendere il Cristianesimo un mito o un atto completato senza riflettere che esso sia un movimento creativo continuo e permanente che vuole donare la conoscenza TriUnitaria.

Il positivismo è il padre dello spiritualismo perché esso è un riduzionismo naturalistico della libertà umana. L’idea che le due forme sia concorrenti è da noi considerata solo una mera sciocchezza.

L’ATTIVITÀ DEL PARACLITO

Come ha operato il Paraclito nelle Civiltà? Va considerato prima di tutto che lo Spirito aleggiava sulle acque per preparare il terreno ai semi dell’Amore Unificatore e TriUnitario.

1Nel principio Dio creò i cieli e la terra. 2La terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. (Genesi 1-2)

Cosa significano le “acque”? Esse rappresentano l’umanità non ancora illuminata dal Cristo ma che doveva essere preparata dallo Spirito. Le acque sono il simbolismo archetipico che stimola la volontà, l’attenzione ed il destino di una Civiltà, vale a dire la formazione iniziale di una comunità, in seguito di un’idea e poi di una visione del mondo. La partecipazione allo sviluppo sociale e spirituale opera una lenta trasformazione che partecipa alla ricerca di una Entità Divina non ancora perfettamente conosciuta, alla quale si davano diversi nomi, molto spesso manifestata in volti della coscienza che erano gli Dei del Pantheon greco e romano. In seguito si formano dei livelli di comprensione di una Sapienza antica che sono i Misteri ed i Riti. Le forme rituali si esprimevano dapprima in aspetti esterni ed in seguito in visioni interiori che diventavano appannaggio di pochi esercitando una trasformazione considerata magico-sapienziale. Gli aspetti misterici delle Civiltà si rivelano pertanto come effetti di una ricerca per una trasformazione dell’uomo in un mutamento incessante ed ininterrotto.

Nel suo cammino vitale l’uomo è spesso posto di fronte alla scoperta dell’Archetipo Divino che non è un’idea astratta, ma una Realtà che in seguito si rivelerà come Via, Verità e Vita. Il Paraclito operava ed opera costantemente per mantenere l’uomo in equilibrio al fine di raggiungere la Sapienza Ordinatrice Primordiale che poi, nei secoli, si sarebbe rivelata nel Volto del Risorto. In tale senso, allora, il Paraclito è un ordinatore delle Civiltà che si attiva per impedire ogni forma di idolatria e di capriccio umano che possa impedire la conquista della Saggezza da donare ai popoli che non la possedevano o non la possiedono. Si può così affermare che la ricerca della Sapienza fosse favorita proprio dallo Spirito perché essa è una scalata in solitaria verso le vette della conoscenza, una visione eroica della vita personale che, in passato, era trasmessa oralmente.

I Maestri antichi cercavano la Saggezza per governare loro stessi e ed i popoli. Se oggi si legge Seneca, Marco Aurelio, Pitagora, Platone, le intuizioni etrusche e la filosofia greca si comprende come questa opera Paraclitea avesse come obiettivo la preparazione della società all’avvento di Cristo. Egli presiede costantemente le Civiltà per indirizzarle sempre di più alla ricerca del Bene Superiore per raggiungere nuovi traguardi che sono fattivi della Volontà di Dio. Egli dona il significato ai significati, coopera nella semantica, nella semiotica, nella ricerca nella scienza, nello spirito religioso, nella ascesi mistica al fine di rivelare sempre più l’Essenza e l’Energia di Dio. Il Suo Sguardo d’Amore si fa conoscere lentamente ma in modo progressivo facilitando anche l’amicizia tra i popoli, affinché il popolo da lui scelto per quel determinato tempo è destinato a passare la propria Sapienza ad altri o a porsi come Katekhon alla decadenza della vita coscienziale creata dalla deformità del Male Antico attraverso i suoi servi.

Vi sono anche delle pseudo-civiltà che sono in antitesi con la Volontà di Amore e di Sapienza del Paraclito. Queste hanno durate brevi anche se possono comunque avere avuto qualche percezione di un Disegno Divino al quale possono avere aderito in modo imperfetto che è una manipolazione che si dissolve nella psichicità.

Il Paraclito pertanto si muove nella storia attraverso dei volti che sono stati scelti come testimoni della Sua Sapienza e della Sua Bontà. Basta leggersi i Versi Aurei di Pitagora per capire come Egli abbia costruito ogni cosa al fine di farsi intuire per essere ritrasmesso alle generazioni seguenti per creare dei Saggi che potevano aiutare l’umanità a civilizzarsi sempre di più. Le forme nemiche della civilizzazione sono demonie temporanee che operano nei tempi, ma l’opera di sensibilizzazione del Paraclito è continua e nascosta.

Lo Spirito Santo discende nei pensieri del tempo per riempirli di Spirito Immortale, Inarrestabile che non conosce le inquietudini e le preoccupazioni del mondo; la sua missione è preparare il terreno per il Terzo Eone che si sta manifestando nel nostro tempo di vita, anche se tutto sembra crollare ed effettivamente è così; tutto ciò che è volontà di potenza, di dominio, di disordine, di alterazione si troverà la Potenza del Paraclito che sarà inesorabile perché  «chi si mette contro lo Spirito Santo muore» (come disse San Padre Pio). Lo Spirito ci permette il reale godimento della Creazione ci impedisce di alterarne la bellezza e la perfezione perché Egli è il Regolatore dell’Universo Intero e ci aiuta a camminare nei binari dell’Amore perché l’Amore non è una teoria ma è un fatto indiscutibile verso il quale tutta l’umanità di cuore tende e deve indirizzarsi.

LE CIVILTÀ

Le differenti forme di aggregazione che divennero Civiltà nacquero sotto la spinta delle esigenze della loro organizzazione che era sempre un’attività Paraclitea, seppur non ancora manifesta. In esse si inventò la scrittura prima per immagini e poi per creare la lingua parlata che veniva memorizzata con disegni impressi sull’argilla in seguito su papiri e andando avanti sulla carta. Successivamente si modificarono e perfezionarono le tecniche della scrittura nel modo in cui anche i suoni ne costituissero i «segni sonori» nella lingua parlata e venissero cosi interpretati per la lettura e il lessico.

I Sumeri, i Babilonesi, gli Egiziani, i Sarmati, i Fenici, i Cartaginesi, i Troiani, i Greci, i Persiani, i Traci, i Sinici ed altri popoli ricevettero questo dono della civilizzazione sempre dal Paraclito. Egli ha aiutato le Civiltà ad evolversi e la Sua Opera si protrae infinitamente, è una Creazione continua perché se tale non fosse si sarebbe in un mondo impietrito, fermo ed immobile. Lo Spirito è il Padre anche del Linguaggio e, dopo la confusione delle lingue, ha promesso un Linguaggio autentico ed unico per tutta l’umanità. Nel Terzo Eone il Linguaggio è già donato ed ora sta all’umanità del silenzio di Dio ritrovarlo perché tutti i linguaggi umani perderanno autorità perché hanno preferito il proprio orgoglio ed hanno sposato l’arroganza. La storia ci è testimone di come molti uomini del passato siano ancor oggi ricordati o per la saggezza o per l’insipienza.

Il Paraclito traccia le strade per farsi conoscere, riconoscere; dona autorità a sviluppi civili e permette la confusione delle forme incivili, non considera l’etnia ma la bontà di cuore. Infatti già circa 3000 anni prima di Cristo il vicino Oriente era dotato sia di scrittura che di organizzazione sociale di natura Regale. Le corti dei Sovrani avevano scribi ed esperti della scrittura. Già Filone conosceva il concetto di Logos come Potenza Divina mediatrice, seppur ovviamente non ancora ipostatizzata rimanendo pertanto in un ambito impersonale. La struttura della coscienza dei tempi prima di Cristo rifletteva una certa metafisica naturalistica che è la via percorsa dall’uomo nel suo cammino per scoprire la Luce che poi illuminerà il mondo: il Re dei Re.

ROMA-AMOR

Roma ha aperto le strade alla diffusione del Cristianesimo e della Civiltà Greco-Etrusco-Romana. La Romanità inglobava etnie e razze differenti che si consideravano appartenenti a quella Civiltà Imperiale; combattevano ed operavano per il trionfo e la gloria di Roma perché la Capitale dell’Impero aveva anche un risvolto spirituale e mistico. Si guardava non solo al Corpus ma anche al Caput Mundi di Roma. La grandezza di Roma era anche il successo della classe dirigente di origine Etrusca e della filosofia Greca. La Romanità continuò millenaria sino ad arrivare a Bisanzio per poi proseguire con Venezia e per penetrare le regioni di quella che sarebbe diventata la Russia, il Terzo Impero, la Terza Roma.

Le regioni dell’Impero subivano un controllo a volte oppressivo come nel caso della Gallia o della Germania (specialmente i Suebi che nonostante tutto avevano dei traffici economici con Roma pur avendo in antipatia il vino) perché tali popoli erano considerati barbari e se si nota ai tempi nostri effettivamente queste Civiltà del Nord non hanno dato molto alla Romanità se non problemi e se poi hanno dovuto governare il Sacro Romano Impero hanno dovuto necessariamente romanizzarsi. Gli Asburgo furono gli ultimi eredi dell’idea del Sacro Romano Impero.

Tacito scriveva sulla Germania: “I Germani più vicini a noi stimano l’oro e l’argento per l’uso che ne possono fare nel commercio e riconoscono e preferiscono solo certi tipi di nostre monete”. I Marcomanni, ad esempio, secondo Tacito (Annali II, 62), che risiedevano nella Boemia avevano ottimi rapporti coi Romani. Il loro Re Maroboduo fece esperienza diretta in Italia rimanendone entusiasta. Otri romani furono trovati anche nello Jutland così come la costa Baltica venne visitata da un certo Giuliano che tornò a Roma carico di ambra.

Il mondo Africano aveva una importanza strategica sia per il commercio di avorio e spezie, sia per le abilità e fedeltà delle popolazioni all’idea ed alla visione del mondo Romana. Vi sono tracce di relazioni addirittura con l’India e col mondo sinico indocinese. Si conosce con certezza che nel 166 a.C. i Romani portarono doni all’Imperatore della Cina (i Cinesi venivano chiamati Seres). Vetri romani e materiale diverso come monete e vasi furono ritrovate in Danimarca ed in Norvegia, in Polonia, in Cechia ed in Slovacchia, addirittura è stato trovato del materiale romano in Afghanistan dove venne rinvenute statuette romane. L’Egitto assimilato nell’Impero Romano era considerato fruttifero di merci e di relazioni, forniva soldati, gladiatori, merci, scrivi e competenze tecniche. La Persia subì alcune influenze romane ed a sua volta influenzò Roma attraverso il mitraismo che fu un acerrimo concorrente del Cristianesimo primitivo che si espanse dopo la caduta della Seleucia nel 163 a.C.

La prosperità di Palmira ed Alessandria d’Egitto raggiungeva l’Impero e contribuirono alla diffusione della visione del mondo Romana. Il mondo Arabo in genere fu contrapposto a Roma; i Bizantini venivano designati col nome di ar-Rūm oppure ar-Rūmān. La capacità di approvvigionamento dell’Impero Romano era formidabile ed era in grado di diversificare il proprio immenso mercato interno attraverso una forma centralizzata del potere ma allo stesso tempo federativa delle varie entità. Dal nostro punto di vista la Romanità come ideale superava di molto i suoi confini imperiali e donava una visione del mondo totalizzante e profondamente spirituale perché in essa vi era un messianismo che la convinceva della sua missione universale civilizzatrice che permase come Spirito sia nella Seconda che nella Terza Roma dopo l’avvento del Re dei Re: Cristo.

LA NUOVA CIVILTÀ AGAPICA

Entrati dal 2001, nel Terzo Eone, l’Italia ha nuovamente una responsabilità mondiale che è recuperare la sua capacità di instaurare la Nuova Civiltà Giovannea. La casa di Pietro è oramai abbattuta dalle guerre intestine e dai tradimenti continui e dialoganti nei confronti del Risorto. In questo tempo un Katekhon si è manifestato ad est nel segno di una continuazione dell’Idea Romana ponendosi come baluardo alla falsa espressione incivile, sentimentale e psichica delle passioni umane che si vogliono imporre a tutti in nome del dialogo inclusivo che è in realtà una vera e propria auto-distruzione. La Regalità Giovannea attende di essere invocata dai popoli per riportare l’ordine naturale nel mondo innaturale decostruttivo e devastatore della società. Tale demonia opera per far dimenticare i meriti della Romanità, di una Civiltà che ha suscitato l’invidia di tutta Europa e curiose imitazioni nel mondo americano oltremodo distrutto e distruttivo.

L’eresia americana è l’annientamento del Mondo Romano pur cercando di imitarlo. Nell’epoca della fine del dominio americano, nel tempo della post-verità il Paraclito continua silenziosamente a presiedere la storia per proporre un nuovo Linguaggio che porterà la Vera Pace nel mondo che può avvenire solo attraverso Cristo Risorto. Non potrà mai esistere una pace del mondo mondialista o globalista perché essa è nemica della Regalità che attende ma non contende.

Le idee che vogliono “liberare” l’umanità dalla loro origine sono un’etica dissonante in opposizione alla Agapicità di Dio. Se si cambia l’origine cambia anche il volto ed in tal caso si cade nella demonia che è un a-conoscenza, vale a dire un completo rovesciamento della Sapienza per una insipienza mondana. L’uomo è voluto diventare dio senza essersi deificato in Dio ed è questo l’inganno demonico che opera per far tralasciare la propria origine. L’uomo filosofico razionalista ha usurpato l’origine di sé stesso pretendendo una bontà umana che è il buonismo invece che volgersi verso la Bontà Suprema.

Sotto un certo aspetto questa conoscenza del male ha un fondamento educativo se si supera il male, come un mero aspetto di conoscenza, per ritornare al Bene. Solo chi ha conosciuto il male può combatterlo perché lo riconosce avendolo vissuto sulla propria pelle. Staccandosi dalla Vita Vera ed Eterna, l’uomo ha scelto delle forme grossolane che sono avverse a Dio e pertanto perisce nella vita del mondo. L’uomo si è diviso da sé stesso, dalla propria origine Divina e vive di sé stesso ma questa vita è uno stato di ansietà, di dubbi, di falsi desideri, di incapacità di analisi se non in una deformità che si intreccia col potere e la sottomissione ai desideri del mondo. Il momento in cui si soprassiede alla testimonianza del Risorto per sostituirlo con una sociologia benevola si penetra in un mondo nevrotico che trasforma la Verità in un mito, in un folklore che è l’antitesi del Linguaggio Simbolico ed Agapico che è la Parola del Paraclito.

L’AMERICANISMO: UNA PSEUDO-CIVILTÀ

Gli aspetti demonici dell’americanismo sono sottesi ad una democrazia puerile dove una Chiesa Cattolica o Ortodossa deve necessariamente e democraticamente convivere con una “Chiesa” dedicata al culto di Satana. La colonizzazione culturale statunitense è una visione rozza che opera nell’immaginario collettivo per imporre un’idea-forza non fondata su una idea millenaria, ma su una frenesia molto spesso manifestatasi come il cosiddetto “male americano” che si è diffuso globalmente attraverso un assoggettamento violento, egualitario ed egemonico ma senza né spirito né una vera visione del mondo se non quella monetaria e delle armi. Lo stile di vita americano viene costantemente imitato ed imposto in Europa mentre dovrebbe essere quest’ultima a proporre un diverso approccio culturale, etico, filosofico e spirituale.

Se l’America non riesce ad entrare nel Nuovo Linguaggio Agapico, allora il fatale destino sarà quello di una guerra civile che sarà la responsabilità delle classi dirigenti che hanno instillato l’odio nel popolo. Il disagio democratico americano dovrà risolversi in ogni caso, ma la situazione attuale è una massificazione collettiva ed egualitaria di gruppi diversi animalisti, pacifisti, satanisti, pedofili, neutralisti e guerrafondai.

La riscoperta di una dimensione Sacrale della Vita Spirituale è possibile anche per l’America, ma non in una forma imperialistica, ma cooperatrice per il Bene Assoluto che sarà il Nuovo Mondo Vitale non condizionabile dagli interessi oligarchici dei pochi figli di Mammona, ma dalla capacità di porsi all’ascolto della Voce del Perdono che è dono per tutte le persone del mondo.

“Del resto, se l’ideologia americana» è uno dei rifiuti della civiltà europea, l’America è essa stessa il rifiuto materiale dell’Europa. Tutto quello che l’Europa non sopportava, tutto quello che in Europa non sopportava l’Europa e non si sopportava: puritani alle prese con l’anglicanismo, cattolici perseguitati dai protestanti, protestanti perseguitati dai cattolici, ebrei vittime dei pogrom, affamati che avevano preso in orrore la loro terra, asociali e spostati di ogni sorta – tutto ciò ha dato nascita al popolo americano. Sin dalla sua origine, l’America nasce da un rifiuto dell’Europa, anzi da un odio dell’Europa, da un desiderio di vendetta e di rivincita sull’Europa.” (Cit. Il Male Americano – Giorgio Locchi/Alain de Benoist – Ed. L.E.D.E. 1978).

La nostra considerazione è che l’America ha effettuato un assorbimento costante di diverse popolazioni, tradizioni, religioni e culture, ma ha avuto fretta, per una volontà di potenza di innalzare uno stato militaresco, dove fiumi di denaro stampato senza una base aurea, scorrono per finanziare la loro industria militare e pertanto la necessità di fare guerre ovunque nel mondo. Ora la domanda è se questa “idea americana” può ri-regolamentarsi, ri-ordinarsi, crescere nel Bene e nell’amicizia con le altre nazioni del mondo che ha voluto omologare alla sua “cultura”, male imitando la Visione del Mondo Imperiale Romana. Certamente se l’America più profonda risposerà il Linguaggio donato da Dio per una ritrovata Regalità dell’uomo, allora ci saranno auto-correzioni ed auto-limitazioni ed allora Cristo regnerà e costruirà il Regno della Sua Vera ed Unica Pace. Se invece proseguirà in questo cammino tempestoso e folle, la Guerra Civile si presenterà nuovamente dietro l’angolo ed i prodromi della divisione che esiste nel popolo americano e che si stanno manifestando porteranno alla auto-distruzione. È necessario pregare molto per la conversione delle tante Nazioni nel mondo che non hanno conosciuto Cristo o che lo hanno rinnegato perché esiste sempre la speranza.

Amare è donare amore:

  • A chi non lo conosce
  • A chi lo chiede
  • A chi non lo possiede
  • A chi non la ha ricevuto in dono
  • A chi non sa domandarlo
  • A chi non sa cosa sia
  • A chi non conosce il suo potere
  • A chi si crede indegno di riaverlo ancora per essergli stato infedele.

(incipit del “Quaderno dell’Amore” – Dott. Luigi Gaspari)

Questo apoftegma è la chiave assoluta per la risoluzione dei problemi del mondo che si ridefiniscono solo nella Via Agapica Giovannea.

“Il Cristianesimo Mistico vede nella carne e negli oggetti materiali il riflesso simbolico del mondo spirituale e concorda pertanto perfettamente con quanto viene affermato a tale proposito dalla coscienza ecclesiale”. (Cit. Pag. 127 – Nikolaj A. Berdjaev – “Filosofia dello spirito libero” – Ed. San Paolo 1997)

Solo i Mistici possono esprimere il Mistero Teandrico per donarlo al mondo attraverso il Linguaggio (Quaderno dell’Amore) che restituisce all’uomo la fonte dell’immortalità che è ingresso nella vita spirituale irrompendo come Luce nel mondo impenetrabile delle ostinazioni umane. Il Paraclito ripristina la Tradizione Una che si rivolge ad un Misticismo del Cuore che è una qualità aristocratica ed eroica che dissolve gli spiritualismi astratti ed emozionali per costruire la Nuova Età dell’Oro.

Il dialogo ecumenico è un’attività contro lo Spirito Santo perché sottomette lessicalmente tutto ad una mera formula astratta di una presunta unità delle religioni, trascurando la Via, Verità e Vita che è Unicità Assoluta, Totalizzante, non religiosa ma profondamente Mistico-Spirituale.

CONCLUSIONE

Per terminare la nostra analisi desideriamo inserire una interessante considerazione di Carl Schmitt che condividiamo.

“Per atei, anarchici e scientisti positivisti ogni teologia politica – come pure ogni metafisica politica – è scientificamente liquidata da un bel pezzo, poiché teologia e metafisica in quanto scienze sono per essi da molto tempo liquidate. Ormai essi impiegano il termine solo polemicamente come luogo comune ed ingiuria per manifestare una negazione totale, categorica. Ma il piacere della negazione è un piacere creativo; esso è in grado di produrre dal nulla il negato e di crearlo dialetticamente. Se un Dio crea un mondo dal nulla, allora egli trasforma il nulla in qualcosa di assai stupefacente, cioè in qualcosa da cui può essere creato un mondo. Oggi non c’è più nemmeno bisogno di un Dio. Basta un’auto-affermazione, un’auto-attestazione e un auto-conferimento di poteri, una delle numerose parole composte con “auto”, un cosiddetto auto-composito, per far apparire nuovi sterminati mondi, che producono sé stessi e perfino le condizioni della loro propria possibilità, almeno le condizioni di laboratorio”. (Cit. Teologia Politica II – Carl Schmitt – Ed. Giuffrè 1974)

Christus Vincit, Christus Regnat, Christus Imperat!

 

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Pubblicato da luxprimaforma

Ricercatore dell'assoluto