
«Le punizioni di Dio sono invisibili ed in questo sta la loro grandezza. Non intaccano né la nostra felicità né la nostra coscienza. Sono un silenzio di Dio». (Jean Giraudoux.)
LEGGE E CONTROLLO
La Legge è uno strumento di controllo per i popoli. La sua applicazione però dovrebbe essere temporanea altrimenti l’umanità permane in uno stato di sottomissione. Tutte le forme religiose ed ideologiche che desiderano l’assoggettamento umano hanno un’attrazione spontanea e naturalistica l’una verso l’altra che si manterrà sino alla distruzione reciproca, perché usciranno in modo violento le contraddizioni di cui sono latori. Il rigorismo degli aspetti legalistici è da considerare pertanto come religiosità limitante. Ogni Legge che non si trasfigura nell’Amore di Dio diventa un processo negativo che non permette la reintegrazione dell’uomo nella sua vera natura spirituale. La Creatività non è una Legge ma è una Dinamicità Energetica Extra-oggettiva che permea tutta l’esperienza umana per pervenire ad una Visione Pneumatora. In sostanza la conoscenza conosce l’Intelletto Universale che è il luogo delle Conoscenze Intellegibili; infatti Saggi e Mistici non rivelano mai la comprensione delle Cose Divine, se non in maniera parziale, al fine di facilitare un percorso interiore di ricerca libera solo per coloro che sono spiritualmente preparati a riceverle. perché ciò che è Eterno non ha bisogno altro che essere ricondotto alla sua integrità che rimuove ogni disperazione ed ogni azione che impedisce la perfetta realizzazione. Non si può conoscere la musica o imparare una qualsiasi arte senza avervi una naturale predisposizione; allo stesso modo non si possono apprendere le Cose Spirituali senza possedere una attitudine corrispondente. Questo è il motivo del perché molti permangono in uno stato più propriamente emotivo e spiritualista, che non è l’Unità delle Cose Divine, bensì il frazionamento della Luce Primordiale. Affinché l’intelletto passi all’atto della comprensione mistica, occorre che nell’anima vi sia qualcosa che sia adeguato e capace di rendere simile a sé l’Intelletto Universale TriUnitario. Tale aspetto rivela si così in una posizione agente che suscita un espandersi verso lo Spirito delle Tre Ipostasi. Tutti gli aspetti legalistici delle religioni hanno una visione temporale, una vita effimera e molto spesso le vittime di queste teoresi vivono una vita di terrore che rimuove il senso della Bontà Suprema che indirizza verso Nuovi Cieli e Nuove Terre. L’intellezione non è una Legge, pertanto permane in uno stato particolare nell’attesa che venga scoperta. La Legge è un giudizio inappellabile che irrigidisce l’umanità nella paura.
“La conoscenza, che consiste in una stretta collaborazione tra l’intelletto agente e l’intelletto possibile derivanti, per lui, rispettivamente dal qua est e dal quod est dell’anima procede a partire dall’esperienza: l’intelletto possibile che, attraverso l’attività di astrazione dell’intelletto agente, coglie l’universale, diviene intelletto acquisito (intellectus adeptus )” Cit. Sull’origine, il significato e la funzione di questo terzo intelletto, cfr. Libera, Alberi le Grand, cit., pp. 253-62.
Se la Conoscenza si congiunge al proprio essere spirituale conosce sé stessa nella sua Visione Teandrica ed in tale caso lo spirito si fa identico al Figlio dell’Uomo divenendo un Volto di Cristo in terra.
L’ESISTENZA
La legge non può dare il senso all’esistenza ma può regolarne l’afflato verso una dimensione assoluta che attraversa anche le forme concettuali. Tali forme sono legami terreni, seppur differenziati, che poi inevitabilmente si scontrano per un predominio. È interessante nel Cristianesimo la definizione di Alberto Magno che riportiamo:
“Di ciò infatti abbiamo già dato prove sufficienti nell’opera Sull’immortalità dell’anima, nel III libro del De anima e nel II libro del De intellectus et intellegibili; se qualcuno è abbastanza acuto da comprendere l’efficacia dei ragionamenti dimostrativi ivi contenuti, credo che non avrà alcun dubbio sulla separazione della parte intellettiva. Questa sola questione rimane dunque da discutere, se cioè ciò che rimane di un’anima sia identico a quello che rimane di un’altra, e così ciò che rimane di un’anima sia identico a quello che rimane di un’altra”
La Rivelazione è Esistenza perché rivela il Senso della Realtà della Verità Una. Le forme di pseudo-verità esistenziali permangono in uno stato oscuro che non trova il senso ed il significato; così coloro che si sono asserviti ad una menzogna mascherata da luce acquisiscono un criterio inferiore di una vita senza vitalità perché inevitabilmente caduti nella rappresentazione di una forma esteriore che provoca isolamento e contraddizione fideistica. Tutte le fedi esistenziali che si fondano su sé stesse si trasformano facilmente in fantasticherie spiritualistiche. Ogni singolo aspetto della natura è composto da altrettanti singoli elementi seppur separati ed uniti allo stesso tempo da forze fisiche e spirituali solo la Sapienza è però in grado di pervenire ad un tutto, ad un senso più profondo della rappresentazione medesima. Le parti pur differenziate si innestano l’un l’altra per tornare alla Unità Originaria. La TriUnità si schiude nell’Unità dello Spirito non estraniandosi dal mondo ma provocando una creazione continua del proprio significato a fondamento della Vita e dell’Essenza ed Energia perché essi sono intuibili al fine di cogliere il significato più profondo. Il Mistero dell’Esistenza non può essere solamente fenomenico, ma deve forzatamente avere una conformazione Spirituale TriUnitaria. È infatti scorretta la contrapposizione tra Vita e Spirito perché esse sono Sintesi totalizzanti delle tesi e delle antitesi. Un piccolo libro può essere allora latore di un Linguaggio Assoluto e Sintetico lontano da approcci e forme concettuali che sono parte della vita fenomenica se non spiritualistica. Ecco perché Giovanni scrisse circolarmente:
In Principio era il Logos
Il Logos era Dio
Il Logos era con Dio.
In tale modo ha costruito il cerchio dove Alfa ed Omega si incontrano per manifestare che è la Parola l’Essenza che rivela Energicamente l’Esistenza Teandrica che è la manifestazione al mondo del Centro della Vita Creata ed Increata. La co-partecipazione dell’uomo nella propria libertà alla Libertà TriUnitaria è la risoluzione del Mistero, perché se così non fosse l’uomo sarebbe un essere vivente come animale. Questo fa anche intravedere che nel mondo esistono degli esseri talmente malvagi di cui Dio si disinteressa perché sono servi dell’invidia primordiale. Dio, al contrario, si interessa nei tempi, di liberare l’umanità vittima del male ma in buona fede.
LA DEFORMAZIONE
L’assolutismo legalistico non è di per sé stesso legato all’intelletto quanto all’intellettualità, vale a dire ad una serie di definizioni che prevedono ovunque e comunque una sottomissione. Tutte le forme di Leggi che prevedono una perdita di libertà nell’Amore e nella Conoscenza sono pertanto destinate ad auto-annullarsi. Solamente una metafisica legata al simbolismo si rivela una reale esperienza spirituale perché Dio si manifesta e si disvela come profondità essenziale della completa Rivelazione che viene poi ridonata attraverso il secondo Consolatore. La lotta tra uomo naturale e uomo trascendentale nasconde il senso eroico ed aristocratico di salire sopra il volgo, tuttavia nella natura ambivalente dell’uomo si deve necessariamente percorrere una via esperienziale. La bizzarria del nevrotico si manifesta nella sua immobilità sui fatti nei quali opera la sua fantasia che ne offusca i contorni. Egli persiste nell’aspetto a-simbolico pertanto trascurabile favorendo l’eliminazione dal raccoglimento interiore; costui è ignaro o è convinto nella sua vaghezza che è un intontimento per avere ascoltato il suggerimento che non opera per una sua liberazione. La concezione di un Dio autoritario è un aspetto erroneo che è parte di una visione incompleta ed antropomorfica, perché nella realtà egli si è offerto nella sofferenza per salvare l’umanità. Non esiste alcuna religione dove Dio si sia volontariamente offerto per santificare coloro che credono e crederanno in Lui. Questo rientra nel motivo per cui si sta operando per tentare di abolire il Nuovo Testamento ma un Testamento prevede un Erede e dopo quest’Erede non vi sarà più nessuno. Se l’umanità rientra in questa concezione allora potrà comprendere la Realtà dell’Essenza Divina. Quando manca la Testimonianza allora si perde tempo in un balbettio inutile per mantenere segreto ciò che deve essere fatto conoscere, affinché il Linguaggio donato, nel suo rigore inarrestabile, doni la piena coscienza di un evento; contrariamente si ha una vera e propria anomalia foriera di male interpretazioni.
L’ESPERIENZA METAFISICA
L’esperienza metafisica rivela l’uomo trascendentale ma deve essere necessariamente svincolata da enti che sono Leggi del tempo e delimitazioni e delle illusioni. L’uomo empirico infatti deforma l’esperienza mistica assoggettandola a una sua personale interpretazione della Verità che non risveglio ma una sonnolenta apatia che non è la Testimonianza più vera dell’Amore conosciuto. Si tratta di un essere che si è auto-delimitato a dei fenomeni e che cerca di condizionare il tempo della Rivelazione. L’esperienza Metafisica non accetta la capitolazione perché essa si libra nella musicalità sovrannaturale dell’essere che si slega dal sonno del tempo. È per questo che tale esperienza non possiede altro che un carattere di natura meramente intellettuale; infatti se così non fosse rientrerebbe nell’ambito di una Legge che è andare fuori tempo. Tra conoscenza e Verità ci deve essere infatti una correlazione metafisica altrimenti si diventa freddi e lontani dall’Essenza profonda della Verità dell’Io Sono e sotto la maschera di una forma apparente non rimane altro che il vuoto, perché la maschera è solo una forma illusoria dell’essere che permane in una fatalità psichica senza sbocchi nella Bontà, perché alienata dal male che opera come suggeritore della mente. La Metafisica della Verità è una vera Realtà perché attraverso di essa noi scopriamo lo Spirito che tutto crea perché essa è una Qualità non una quantità. Tutte le forme dogmatiche sono affette dalla incapacità di disvelare la Realtà Dinamica dell’Energia Creatrice di Dio e pertanto permangono in uno stato legalistico che le mette in contrasto con le forme temporali ponendole in guerra l’un l’altra. La guerra delle Leggi non è una guerra di Verità, ma una guerra tra forme che hanno operato per la sottomissione coercitiva dell’uomo. Il vero metodo esegetico è solo nell’Amore al Verbo anche se non lo si conosce; in tal caso in questa devozione la Sua Realtà Intellegibile si rivela. Infatti scrive San Gregorio di Nissa nel trattato Sulla Verginità: «Coloro che guardano le cose troppo superficialmente e senza usare la loro ragione (intelletto), vedono un uomo o qualsiasi oggetto nell’ordine delle apparenze, si preoccupano soltanto di ciò che vedono … Ma chi ha l’anima perspicace ed è stato preparato a non affidarsi soltanto ai suoi occhi nell’esame degli esseri, non si arresta alle apparenze; egli non ritiene come “nulla” ciò che non cade sotto la sua vista, ma si informa anche della natura dell’anima ed esamina le qualità che appaiono nel corpo, considerandole insieme ed individualmente. La sua ragione (intelletto) separa infatti ognuna di queste qualità in particolare, poi considera come tutte insieme concorrano e si concertino per la costruzione del soggetto».
I TEMPI
La Verità Pneumatora si manifesta nel Terzo Eòne ma allo stesso tempo, allargando il suo spazio per farsi conoscere dalla coscienza dell’uomo, rimuove il terreno legalistico delle forme e degli enti del tempo che sono costretti a combattere tra di loro perché oramai sono morti nel tempo avendo raggiunto la senilità e la inconsistenza del loro collettivismo autoritario che è la babelica confusione. In tale ambito si manifesta allora l’incompiutezza che è l’adorazione di Baal e le opere di Gezabele. Il crollo della babelica torre è la caduta dei linguaggi umani che sono stati in lotta nei tempi attraverso le loro diversità interpretative che sono false realtà inquinate. L’essenza e la sostanza dei tempi rappresentano solo dei principi relativi non universali. Il processo della perfetta Gnosi allora prende slancio affinché l’uomo cerchi la chiave spirituale per ricostruire il legame con la Verità Una. Il Regno della Bellezza si fa strada nella sua articolazione semantica di Verità Essente pertanto non operante all’interno dei singoli aspetti fenomenici che possono apparire anche nell’ambito di formulazioni filosofiche ma manifestandosi nella Storia per riportare all’Eternità. San Gregorio di Nissa poi afferma che «nella ricerca del Bello, non bisogna arrestarsi alla bellezza sensibile, ma «elevarsi alla contemplazione della Bellezza intelligibile». I tempi del dominio delle forme, che sono Leggi del tempo, sono terminati, pertanto le false verità si intersecheranno tra di loro in un nodo irrisolvibile come concetti di una visione prettamente teoretica e schiavista dei popoli. Le tradizioni sono tempi che terminano per ritrovare la Tradizione Primordiale che è la Sapienza Increata, colei che è stata sin dall’inizio.
22Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora.
23Dall’eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra.
24Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; 25prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. 26Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi, né le prime zolle del mondo; 27quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; 28quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso; 29quando stabiliva al mare i suoi limiti, sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra, 30allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; 31dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. 32Ora, figli, ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! 33Ascoltate l’esortazione e siate saggi, non trascuratela! 34Beato l’uomo che mi ascolta, vegliando ogni giorno alle mie porte, per custodire attentamente la soglia. 35Infatti, chi trova me trova la vita, e ottiene favore dal Signore; 36ma chi pecca contro di me, danneggia sé stesso; quanti mi odiano amano la morte». Proverbi 8, 22-36
SIMBOLISMI
La dinamica della realtà primaria dell’esistenza si realizza nella forma simbolica che è la rappresentazione viva dell’Io Sono. La durezza della Legge si scioglie nel Simbolo Esistenziale che non è una verità parziale ma l’espressione Totalizzante dell’Assoluto che è una sovra-coscienza che si specchia nella Verità Suprema. Il pensiero in un certo senso cerca Sé Stesso, vale a dire che il suo movimento dinamico si muove nella visione del Principio Originario che non è né Mito né Leggenda ma Realtà Onnicomprensiva del Nuovo Linguaggio donato gratuitamente al mondo. Ogni strumentalizzazione del Linguaggio è un’operazione scomposta e deforme della via del Raggio di Luce Creata che si riflette nella Coscienza libera. In tale modo l’immagine naturale del mondo si manifesta come specchio della Vera Dimensione della Simbolica dell’Io Sono. Il significato del significato rientra pertanto solo nella Verità Autentica che si trova solo nel Volto donato al mondo per far ricordare l’Essenza della Vita Risorta. Forme del mondo senza Vita Risorta sono sagome astratte senza Amore perché se si cerca la Perfezione inevitabilmente si troverà il Volto del Risorto che si manifesterà nella Coscienza Vivente ed illuminata dal Sole della Verità. I ciechi che guidano altri ciechi non potranno mai accettare una Visione del Mondo e dello Spirito che non sia un elaborato intellettuale. L’aspetto moralistico permane così in uno strato rozzo e plebeo che è oblio della Verità conosciuta. Il Simbolo della Vita esistenziale è strettamente TriUnitario perché è come un albero che ha le radici il tronco ed i rami, così l’uomo che è corpo, anima e spirito. L’essere può essere indeterminato e pertanto permane nello stato di individuo no conoscenza la sua origine spirituale oppure può riconoscere che è composto di Anima, Corpo e Spirito perché il Corpo è il Tempio vero della Verità Una. Tutte le controversie ontologiche sono forme del tempo perché sono tesi che diventano un groviglio filosofico che possono imbrigliare la volontà curiosa dell’umanità ma che si dimostrano inconsistenti a colui che ama il Linguaggio TriUnitario perché comprende che la Rivelazione non può essere un elemento statico che richiede un’obbedienza passiva ma deve forzatamente rivelarsi dinamica come profonda Esperienza Spirituale. L’umano troppo umano si allontana dal Divino che si sublima nella Parola.
«Colui il cui orecchio del cuore è purificato, percepisce questo suono, e con ciò intendo la contemplazione dell’universo che conduce alla Gnosi della Potenza Divina» (San Gregorio di Nissa – Opere Ascetiche II, 169).
Lo schema armonico-simbolico dell’esistenza è un disegno sinfonico che compone sempre l’Immagine Assoluta che comprende tutto.
CITAZIONE
Se la globalizzazione cristiana si basa su una visione del mondo neo-testamentaria, la globalizzazione anticristiana si basa sulla visione del mondo fariseo-talmudica.
La differenza tra queste visioni del mondo è incolmabile.
Il cristiano considera tutti gli uomini suoi fratelli, mentre il talmudista divide gli uomini in propri ed estranei; se non lo servono, li considera suoi potenziali nemici; – il cristiano ritiene necessario fare del bene a tutti gli uomini senza eccezioni, il talmudista, per la sua legge. legge, può fare del bene solo ai suoi. Far fare del male ad un altro non è considerato un peccato, ma addirittura una virtù religiosa un valore… Cit da Иссле дования русской цивилизации
Allo stesso modo la globalizzazione islamica ha la visione di uno scontro messianico per la conquista dell’Europa servendosi dell’idea astratta del dio unico (che è un ‘idea massonica pur anco anti-islamica).
È la lotta tra i figli della schiava ed i figli della libera che è il grande Mistero che Dio rivelerà nei tempi e nei modi che riterrà opportuno.