
IL MOVIMENTO DEGLI SPIRITUALI
Per comprendere l’opera dell’Olivi, che è fondamentale anche per una penetrazione più acuta della visione mistica di Dante, bisogna ricorrere ad i suoi testi e principalmente alla Postilla ed alla sua appartenenza al movimento degli Spirituali Francescani. Questo è stato un aspetto religioso che si sviluppò all’interno dell’Ordine francescano, fondato da San Francesco d’Assisi. Questo movimento, conosciuto anche come fraticelli o fraticelli spirituali, si sviluppò principalmente nel XIII e XIV secolo, in risposta all’allontanamento dell’Ordine francescano dai principi di povertà e umiltà insegnati da San Francesco. Gli Spirituali erano convinti che il vero carisma dell’Ordine fosse rappresentato dall’assoluta povertà evangelica e dalla radicale obbedienza a Cristo. Essi si distinguevano dagli altri francescani per la loro osservanza rigorosa dei principi francescani, rifiutando ogni forma di proprietà e accumulo di beni materiali. Gli Spirituali predicavano la necessità di una vita di povertà totale, sia a livello individuale che comunitario, e si opponevano fermamente all’accumulo di ricchezze e potere all’interno dell’Ordine. Questo movimento, sebbene nel suo insieme non fosse omogeneo, venne spesso malvisto dalle autorità ecclesiastiche dell’epoca, che lo consideravano eretico o scismatico. Gli Spirituali furono perseguitati e molti di loro vennero condannati dall’Inquisizione. Tuttavia, alcuni importanti teologi e mistici dell’epoca, come Ubertino da Casale, Pietro di Giovanni Olivi ed Angela da Foligno, furono a favore degli Spirituali e sostenevano i loro ideali. Nonostante i contrasti e le difficoltà incontrate, il movimento degli Spirituali Francescani ebbe un impatto duraturo sulla spiritualità francescana e su tutta la Chiesa. In un certo senso l’ultimo degli Spirituali fu il francescano San Padre Pio,; egli fu un levita profetico che avrebbe dovuto operare per togliere il potere ai Leviti stessi attraverso la sua sofferenza. Egli fu il preparatore di un a Nuova Età Eònica che sarebbe stata annunciata attraverso un misterioso libretto scritto da Giovanni che, in spirito, è sempre rimasto sulla Terra.
PIETRO DI GIOVANNI OLIVI
Pietro di Giovanni Olivi è stato un frate francescano francese (occitano), vero nome Pèire de Joan-Oliu noto per il suo pensiero innovativo e controverso. “Nato nel 1248 a Sérignan, novizio a dodici anni nel convento di Béziers, nella città che nel 1209 aveva visto i massacri di Simone di Montfort nella crociata contro gli Albigesi; discepolo a Parigi di Bonaventura nel 1266; presente a Roma e ad Assisi nel 1279, per collaborare alla redazione della Exiit qui seminat, la costituzione con la quale Nicolò III aveva cercato di risolvere i dissidi all’interno dell’Ordine francescano, Olivi al suo arrivo a Firenze aveva già composto numerose opere filosofiche e commentato quasi tutta la Scrittura. Alcune sue “quaestiones” avevano suscitato accuse da parte di alcuni membri dell’Ordine, dove era stato definito “caput superstitiosae sectae et divisionis et plurium errorum”. Ma non erano di questo parere il nuovo Ministro generale Matteo d’Acquasparta, eletto nel capitolo di Montpellier il 25 maggio 1287, e perfino il papa Nicolò IV, che lo destinarono a Firenze [6]. L’insegnamento di Olivi a Santa Croce fu la premessa di un più stretto rapporto fra i gruppi provenzali e italiani dello spiritualismo francescano, originariamente segnati da considerevoli differenze [7]. Come scrisse Raoul Manselli, gli Spirituali non erano “un partito o una fazione ma un fermento di vita fra i Minori, una presa di coscienza, la ferma rivendicazione della peculiarità dell’Ordine, una “attitude critique”, un “mouvement d’espérance”; e di tutto questo Olivi è colui che sa meglio cogliere il valore e il senso religioso, storico e umano” [8]. Volevano il ritorno alla Regola di san Francesco, mantenendo uno stato di povertà assoluta all’interno dell’Ordine[1]”. È stato una figura di spicco nella ricerca del pensiero francescano medievale, ed uno dei protagonisti del periodo di transizione che vide l’irruzione del pensiero millenarista e l’emergere di nuove correnti filosofiche e teologiche molte di queste fortemente influenzate dalla mistica florense. Olivi era infatti profondamente influenzato dalla filosofia e dalla teologia di Gioacchino da Fiore, sostenendo che la conoscenza di Dio e la salvezza dell’anima fossero inseparabili e che la Rivelazione Divina fosse il fondamento della fede. L’Olivi affrontò questioni controverse come la predestinazione, il libero arbitrio e l’autorità della Chiesa, mettendo in discussione il modello gerarchico e centralizzato del papato. L’Olivi non sfuggì alle critiche e all’ostilità delle autorità ecclesiastiche del suo tempo. I suoi scritti furono spesso censurati e la sua reputazione fu messa in discussione. Nonostante ciò, la sua influenza si diffuse tra i suoi contemporanei e successori nel corso dei secoli, contribuendo al dibattito filosofico e teologico dell’epoca sino ad ai tempi attuali. Il pensiero di Pietro di Giovanni Olivi rappresenta un importante spartiacque nella storia della teologia e della filosofia occidentale, evidenziando il crescente desiderio di pensare in modo indipendente valutando con criterio la lettura biblica. L’Olivi richiedeva che l’ordine del Francescanesimo ed, in special modo il movimento degli Spirituali, osservasse l’idea di povertà talché egli ne divenne uno principali portavoce. Dopo la sua morte la Damnatio Memoriae fu di conseguenza un attacco al movimento degli Spirituali che lo indicava come uno dei principali ispiratori[2]. Attraverso tale azione la Chiesa Petrina cerco di occultare ed eliminare tutte le sue opere scritte e di commenti alla Bibbia. Per la caparbietà, la riconoscenza e l’amore verso Dio talli documenti sono stati conservati nascostamente per secoli ed oggi sono consultabili manifestando la loro vena profetica significativa del futuro decadimento della Chiesa che sono esattamente i tempi che stiamo vivendo.
LECTURA SUPER APOCALYPSIM
L’Olivi In particolare, nella sua opera “Lectura super Apocalypsim” conosciuta anche come “Postilla” rappresenta la storia della Chiesa come una battaglia e, attraverso una elaborazione innovativa del pensiero gioachimita delle tre epoche, mette in luce la figura di persone martirizzate solo perché diventate voci della Verità. Il mistero dell’Olivi e la sua opera esegetica e spirituale hanno lasciato una grande eredità in Italia influenzando fortemente anche il pensiero di Dante. Sotto un certo aspetto l’Olivi può essere considerato il Maestro dell’Alighieri[3]. Infatti fu proprio a Firenze che l’Olivi proseguì la sua opera divulgativa. Egli infatti aveva un forte legame con gli Spirituali d’Italia ed era sempre più onorato come una guida religiosa talché questo lo mise in rotta di collisione con il Papato. L’Olivi trascorse gli ultimi anni della sua vita studiando per un ordine religioso a Narbonne. Lì scrisse anche il suo monumentale commento alla Bibbia inclusa la Lectura super Apocalipsim. Questa esposizione è lo scritto più popolare, influente e controverso dell’Olivi ed è un capolavoro dell’esegesi medievale. Lo scritto contiene una vivida interpretazione dello sviluppo della storia della Chiesa e, unita ad una concezione storico-teologica, offre una riflessione escatologica che costituisce un’importante chiave interpretativa della comprensione dell’Olivi sulla povertà della Chiesa e sulla ricchezza della Verità.
L’INFLUENZA DI GIOACCHINO DA FIORE
Attraverso l’influenza delle idee escatologiche di Gioacchino da Fiore, l’Olivi sviluppò una teologia della storia che include sia la storia della salvezza che la storia del mondo. La censura della sua opera ed il sospetto di eresia lo pose nella condizione di essere condannato alla Damnatio Memoriae ed alla distruzione dei suoi scritti. Fortunatamente molti di questi testi furono conservati da alcuni francescani segretamente, ma ancor oggi, pur tra Convegni, Testi ed analisi varie manca, a nostro avviso, una visione lucida della sua opera controversa ma unica e forse il testo analizzato dal Manselli propone una visione aderente alla sua concezione del mondo. Come avevamo accennato infatti, il suo pensiero e la sua idea apocalittica non rientravano nel millenarismo generale, ma in una lettura della storia della Chiesa che si sarebbe posta alla fine dei tempi come oppositrice alla realizzazione della Volontà di Dio. La Lectura è strutturata in sette visioni sull’Apocalisse giovannea:
1 La prima proprietà e dignità è la persona del veggente, per cui dice: “Io Giovanni sono tuo fratello” (1, 9).
2 La seconda circostanza è l’idoneità del luogo, per cui aggiunge: “Mi trovavo in un’isola chiamata Patmos”.
3 La terza circostanza è la causa sublime per cui era lì, cioè “a causa della Parola di Dio e della testimonianza di Gesù”.
4 La quarta spiritualità è lo stato mentale in cui si trovava in quel momento, donde aggiunge: “Ero nello spirito” (1, 10).
5 La quinta è la dignità del tempo o del giorno, per cui aggiunge: “la domenica”.
6 La sesta circostanza è il solenne comandamento datogli di scrivere solennemente queste visioni e di inviarle alle Sette Chiese dell’Asia […] Al che aggiunge: “E udii una voce dietro a me” (1, 10-11).
7 La settima circostanza è l’attenta conversione di Giovanni alla vista, per cui aggiunge: “E mi voltai per vedere la voce che parlava con me” (1,12).
Gli studi hanno dimostrato che la Postilla o Lectura super Apocalypsim era considerata eretica perché minante la struttura organizzativa della Chiesa Cattolica. Olivi vedeva la Chiesa in un movimento dinamico di evoluzione sino all’entrata nella Nuova era dello Spirito Santo pertanto come un’istituzione in divenire pertanto non come una struttura immobile. Egli intravedeva la futura tentazione dell’Anticristo come una guerra subdola del male in cui le tenebre avrebbero controllato il Papato che sarebbe pertanto decaduto e dove la Parola di Dio sarebbe stata diffusa da pochi eletti solamente. È importante sottolineare quanto l’Olivi manifesti la sua volontà di rimanere collegato al pensiero di Gioacchino da Fiore ponendosi a successore e, per la penetrazione apocalittica della sua visione del mondo oltre che per la personalità inattaccabile e per la sua sincera fermezza, si può affermare che egli fu considerato una delle guide più fortemente mistiche del movimento degli Spirituali Francescani. Il “novus ordo” è oppresso dalla Chiesa di Roma per il fatto che questa diventa per l’Olivi la sede dell’Anticristo che si manifesterà[4]. L’estinzione pertanto della Chiesa Romana avrebbe portato alla Nuova “Ecclesia Spiritualis”. Anche San Bernardino da Siena, che con le sue prediche riempiva le piazze, era un devoto sostenitore del Movimento degli Spirituali, un fedele osservatore e fine teologo che confermava, seppur nascostamente, le teorie escatologiche dell’Olivi[5].
IL PATER NOSTER
Nello spiegare infatti il Pater l’Olivi osserva che questa preghiera è «superadmirabilis in multa et profunda mysteriorum «consonantia» e continua notando che vi si rappresentano i sette stati della Chiesa «de quibus est tota intentio Joannis «in Apocalypsim»:
1° Aetate Apostolica: quella degli apostoli santificò con la predicazione il nome del Signore sulla terra, dando anche l’esempio della perfezione della vita evangelica.
2° Aetate Martyres: quella dei martiri che diedero gloria col loro fervore di sacrificio.
3° Aetate Dogmatum la imposizione dei dogmi della fede, e dei decreti canonici in cui venne sistemata la vita disciplinare della Chiesa.
4° Aetate Monastica: età del monachesimo senso.
5° Aetate Materiae Bona: periodo di potenza e ricchezza, in cui la Chiesa sarà ricca di beni materiali ma colpevole di debolezza verso il male ed i peccati carnali per cui bisogna pregare il Padre nostro di perdonarci i nostri mali.
6°Aetate Tentationis: dove gli uomini dovranno pregare per essere liberi da tentazioni attraverso l’aiuto dell’Ordine Francescano che l’Olivi definisce come Milizia dell’Angelo.
7°Aetate Pacis Christi: che sarà il settimo tempo dove tutto il mondo Cristiano sarà libero dal male della miseria mondana e ci sarà la pace di Cristo regnante e vivo[6] che sta a significare che la Legge viene perfezionata e ritorna la Regalità e la Sacerdotalità di Melchisedek a regno dell’Orbe Terra. Si manifesta pertanto la circolarità giovannea espressa nell’incipit del Vangelo Giovanneo:
1In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Vale a dire:
in principio era la Verbo – Padre – Servito nel volto di Melchisedek che è infatti senza genealogia[7]. I Ipostasi
il Verbo era presso Dio – Figlio – Cristo. II Ipostasi
il Verbo era Dio – Spirito Santo – Manifestazione della Terza Ipostasi ed a nostro avviso questo è il Tempo del Consolatore che rivelerà tutto ciò che era ancora segreto a tutto il mondo. La Terza Ipostasi è l’Erede di Cristo fatto sotto la Croce poiché la Scrittura dice: Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Giovanni 14,26. III Ipostasi
Questo Consolatore non può essere altro che lo Spirito di Giovanni, colui che è incaricato di scrivere il libretto dolce alla bocca ed amare al ventre. Vale a dire colui che non doveva morire e di conseguenza non può non essere una persona (ne abbiamo parlato già qui.
20Pietro, voltatosi, vide venirgli appresso il discepolo prediletto da Gesù, quegli che durante la cena aveva posato il capo sul petto di Gesù e aveva chiesto: «Signore, chi è che ti tradisce?».21Pietro vedendolo domandò a Gesù: «Signore, e di costui che sarà?».22Gesù rispose: «Se voglio ch’egli rimanga finché io venga, che t’importa? Tu seguimi».23Si sparse così tra i fratelli la voce che quel discepolo non muore; Gesù però non disse: «Non muore», ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che t’importa?».24Questo è il discepolo che attesta queste cose e le ha scritte; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace.25Vi sono ancora molte altre cose fatte da Gesù; che se si volesse scriverle ad una ad una, il mondo intero, credo, non potrebbe contenere i libri che si dovrebbero scrivere. Giovanni 21, 20:25
8Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: «Và, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta ritto sul mare e sulla terra». 9Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele». 10Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. 11Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni e re». Apocalisse – Il piccolo libro.
Ora noi sappiamo che Cristo è stato tre giorni sotto la pietra. La pietra rappresenta la Legge ed i giorni sono i millenni. Un giorno per Dio è un millennio:
8Questo solo però non vi sia ignoto, o carissimi, che dinanzi a Dio un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno. 2° Lettera di Pietro
Sappiamo anche che la Legge è fonte di maledizione.
10Poichè tutti quelli che provengono dalle opere della Legge sono sotto una maledizione giacché sta scritto: “Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le disposizioni scritte nel libro della legge per adempierle”11E che nella Legge nessuno sia giustificato presso Dio è manifesto, perchè il giusto vive della fede.12La Legge invece non viene dalla fede, ma chi avrà fatto ciò che la legge prescrive, avrà vita in quello.13Or Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge diventando lui maledizione per noi, poiché è scritto: “Maledetto chiunque pende dal legno”;14e ciò perché la benedizione di Abramo scendesse sulle Genti in Gesù Cristo, affinché noi ricevessimo la promessa dello Spirito per mezzo della fede. Paolo Lettera ai Galati 3, 10:14
Cristo resuscita il Terzo Giorno.
Il Terzo Millennio (che rappresenta la Resurrezione) inizia con il mondo in fiamme perché il demonio sa di avere perso la guerra in Cielo e pertanto si scatena attraverso i suoi servitori sulla Terra; conflitti, rivoluzioni, l’ordine costituito viene esautorato, vescovi contro vescovi, cardinali contro Cardinali, Nazione contro Nazione. Pertanto rimane aperta quella domanda sulla Fede:
6E il Signore proseguì: «Ascoltate quel che dice il giudice iniquo.7E Dio non farà giustizia ai suoi eletti, i quali lo invocano giorno e notte e sarà lento a loro riguardo?8Io vi dico che egli prontamente renderà loro giustizia. Ma quando il Figliuol dell’uomo verrà, troverà ancora fede sulla terra?».
La risposta più semplice, che è sempre quella non considerata, è che non troverà più la Fede perché troverà invece l’Amore vivente nei cuori di coloro che hanno ascoltato il Nuovo Linguaggio Vecchio e Nuovo che è il Quaderno dell’Amore. Vale a dire coloro che non hanno preferito le tenebre alla Luce.
«19E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perchè le loro opere erano malvagie.20Perché chi fa il male, odia la luce e non si accosta alla luce affinché le sue opere non siano giudicate.21Chi invece opera secondo la verità s’accosta alla luce, affinché le sue opere si manifestino come compiute in Dio». Giovanni 3,19-21 Questa è la risposta corretta.
La Legge è un Eòne – 14 generazioni – da Abramo a Davide.
La Fede rappresenta 2 Eòni – 14 generazioni da Davide alla deportazione in Babilonia.
L’Amore è il perfezionamento dei due primi Eòni – 14 generazioni dalla deportazione di Babilonia a Cristo.
L’ANALISI OLIVANA
“Più volte ancora egli considera, nelle sue opere, la dolorosa situazione nella quale la Chiesa viene a trovarsi per i suoi patteggiamenti con la mondanità: sono sguardi rapidamente rivolti alla propria epoca con aspro, ma preciso giudizio, come alla conclusione della Expositio già ricordata delle Lamentazioni di Geremia. Egli vede la Chiesa affidata a reprobi e simoniaci per cui i buoni vengono conculcati e perseguitati e abbondano i perversi sì che non resta se non pregare Iddio che riporti fra i suoi fedeli il mirabile fervore della Chiesa primitiva. Proprio nello sfondo di questo crudo giudizio sulla Chiesa dei suoi tempi si precisa quella che è per l’Olivi la importanza capitale della sesta età ai fini della sua concezione della storia della Chiesa[8]”. L’Olivi fu profetico ad individuare il crollo della Chiesa petrina che ha sposato le idee del mondo dopo il Concilio Vaticano II e che aperto la porta al dialogo ecumenico con forme religiose che nulla hanno in comune con la Via Unica che è Cristo (Io sono la Via, la Verità e la Vita[9]). Chi è morto nello spirito non può comprendere queste affermazioni perché è figlio del mondo, delle filosofie, delle elucubrazioni e delle “ermeneutiche”.
ULTERIORI DESCRIZIONI TEMPORALI
Pietro di Giovanni Olivi, descrive sette età nella sua “Lectura super Apocalypsim”. Queste sette età rappresentano diversi periodi nella storia umana, ma possono anche essere interpretate come stadi di crescita e sviluppo spirituale dell’individuo. Di seguito sono riportate le sette età descritte da Olivi:
Età dell’Antica Legge: Questa è l’età che precede la venuta di Cristo. È l’età dell’Antico Testamento, caratterizzata dalla Legge Mosaica e dalla mancanza di piena conoscenza di Dio. Periodo di Abramo
Età della Nascita di Cristo: Questa è l’età in cui Gesù Cristo è nato e ha vissuto sulla terra. È l’età della Rivelazione e dell’Incarnazione di Dio.
Età della Chiesa primitiva: Questa è l’età degli apostoli e dei primi cristiani. È un periodo di diffusione del Cristianesimo e di formazione della Chiesa.
Età della Chiesa corrotta: Questa è l’età in cui la Chiesa ha perso la sua spiritualità e si è corrotta. Olivi era critico nei confronti della Chiesa del suo tempo, che considerava corrotta dal potere temporale e dalle ricchezze materiali.
Età dei Miracoli: Questa è un’età futura in cui ci sarà una rinnovata spiritualità e potenza. Saranno compiuti nuovi Segni Divini per dimostrare la Verità del Cristianesimo.
Età delle Tribolazioni e dell’Anticristo: questa è l’età in cui sorgeranno grandi tribolazioni e persecuzioni per i cristiani. L’Anticristo apparirà e cercherà di distruggere la Chiesa.
Età della Pietà Universale: questa è l’età finale in cui tutti gli uomini raggiungeranno la perfezione spirituale e vivranno in armonia con Dio. È l’eternità stessa vale a dire l’Età dello Spirito Santo.
Queste sette età rappresentano una visione della storia e della spiritualità cristiana secondo Olivi. Ogni età rappresenta una fase di sviluppo e di prova per l’individuo e per la Chiesa nel suo insieme. La manifestazione di Dio è vista come un processo complesso e secondo tale aspetto, Dio è visto come un’entità trascendente ed ineffabile che può essere conosciuta o compresa sempre più approfonditamente nella sua Essenza e nella Sua Parola. La manifestazione di Dio avviene attraverso una serie di emanazioni o “Eoni”, che sono tempi spirituali che si trovano tra il Dio trascendente e il mondo materiale. Questi Eoni rappresentano diverse Qualità Divine come Sapienza, Regalità, Sacerdotalità, Legge, Rivelazione, Amore, Luce Spirituale. Un’altra interpretazione vede le età nella seguente sequenza:
Da Adamo a Noè – INFANTIA
Da Noè ad Abramo – PUERITIA
Da Abramo a David – ADULESCENTIA
Da David all’esilio Babilonese – IUVENTUS
Dall’esilio Babilonese alla nascita di Cristo – SENILIS
Dalla nascita di Cristo ad un tempo che finirà nel periodo “che solo Dio conosce” – DECREPITA
Dal periodo in cui Dio solo conosce alla manifestazione dello Spirito Santo per manifestare la Verità di Cristo, dove tutti si convertiranno al vero Cristianesimo che è vivente nei cuori degli uomini – NOVA INFANTIA?
“Anche Papa Gregorio Magno distingue prima di tutto l’Anticristo dagli anticristi: mentre questi ultimi infatti si manifestano lungo il corso della storia, in ogni tempo, caratterizzati dal seguire le vie del male e dall’opporsi al Cristo solo perché accolgono il peccato ed obbediscono a Satana, quello è invece figura che domina, paurosa, la fine del tempo gli uni preoccupano il papa da un punto di vista morale e pastorale, ma all’altro si rivolge tutta la sua attenzione e la sua esperienza di esegeta nel tentativo di penetrare sempre più a fondo la Sacra Lettera e nella volontà di ricavare dal testo sacro quante più occasioni sono possibili di parlare intorno ad un argomento che egli sente come tormentosamente attuale” (Si veda tra l’altro Gregori I Moralium l. XXXII, 15, in M.P.L., 76, 649-655 e Moralium I. XXXIV, in M.P.L., 76, 717-750, libro quest’ultimo dedicato quasi interamente all’Anticristo e al suo manifestarsi nel finire dei tempi)[10]. L’idea delle sette età rientra anche in quell’aspetto biblico relativo ai Settenari
Nella Lectura l’Olivi indica ulteriori sette età:
1 Il primato della testimonianza salvifica della Verità di Dio, quando dice: Egli è un testimone fedele (1,5).
2 Il primato della risurrezione, quando dice: Primogenito dai morti.
3 Il primato del dominio supremo e universale, quando dice: E il principe dei re della terra.
4 Il primato dell’Amore, quando dice: Colui che ci ha amati.
5 Il primato della nostra giustificazione e redenzione, giustificazione che egli tocca dicendo: E ci ha mondato dai nostri peccati; ma redenzione quando aggiunge: nel suo sangue.
6 Il primato della nostra glorificazione o sublimazione al Suo Regno e al suo sacerdozio […] donde aggiunge: E ci ha fatto un regno e dei sacerdoti (1, 6).
7 Il primato della retribuzione giudiziale di ogni bene e di ogni male […] dicendo: Ecco, egli viene con le nuvole (1, 7).
SULL’ANTICRISTO
Secondo questo ragionamento con la bestia che sale dal mare si significa la vita bestiale e il popolo dei cristiani carnali e secolari che, dalla fine del quarto periodo, ha avuto molte teste in forma di principi e prelati carnali, e questo va avanti ormai da seicento anni. In questo sesto centenario, una testa è stata quasi uccisa a causa dello stato evangelico di Francesco; poiché quanto più alta, più estesa e perfettamente evangelica viene impressa e magnificata nella Chiesa la povertà e la perfezione evangelica, tanto più potentemente in essa viene ucciso il capo della cupidigia terrena e della vile carnalità. Ma ora questa testa, quasi distrutta, sta rinascendo così tanto che i cristiani carnali ammirano e seguono la sua gloria carnale. Quando però la bestia apostata dalla terra dei religiosi ascenderà in alto con le sue due corna di pseudoreligiosi e pseudoprofeti che somigliano falsamente alle vere corna dell’agnello, si verificherà la tentazione più potente del mistico Anticristo… Gli pseudocristiani e gli pseudoprofeti faranno adorare da tutti la cupidigia e la carnalità o gloria terrena della bestia secolare, e offriranno a tal fine grandi segni: primo, della sua autorità ecclesiastica, la cui contraddizione sembrerà essere la disobbedienza, la contumacia e la ribellione scismatica; secondo, dell’opinione universale di tutti i suoi maestri e dottori e di tutta la moltitudine o opinione comune di tutti, la cui contraddizione sembrerà sciocca, insana e persino eretica; terzo, di argomenti e di scritture falsamente distorte, nonché di qualche religione superficiale, antica e multiforme confermata e solennizzata attraverso una lunga successione dall’antichità. Così con questi segni sembreranno far scendere il fuoco dell’ira divina su coloro che li contraddicono. . . e decreterà che chiunque non obbedisca venga anatemizzato, espulso dalla chiesa e, se necessario, consegnato al braccio secolare dell’antica bestia. Faranno adorare l’immagine della bestia, cioè lo pseudo-papa suscitato dal re della prima bestia in modo tale che venga creduto più di Cristo e del Vangelo ed onorato come se fosse un dio.
PIETRO DI GIOVANNI OLIVI ISPIRATORE DI DANTE
“La Commedia di Dante conseguì “la gloria de la lingua” attraverso un’intensa elaborazione intertestuale della Lectura super Apocalipsim del francescano Pietro di Giovanni Olivi, completata (1297/1298) appena dieci anni prima dell’inizio della stesura del “poema sacro” (ca. 1307). La ricerca in corso, che viene qui presentata, dà conto di questa straordinaria metamorfosi testuale (che è anche esempio di arte della memoria), e delle sue norme filologicamente verificabili. Emerge un Dante tutto ‘medievale’, che si era perduto, lì dove il senso letterale, rivolto a chiunque, ne racchiude altri “mistici” rivolti ai pochi – gli Spirituali francescani – che con la predicazione avrebbero potuto riformare la Chiesa. Ma il confronto fra i due testi consente anche di percepire il passaggio, nell’ “autunno del Medioevo”, agli ideali laici propri del Rinascimento, lì dove le prerogative che nell’esegesi dell’Olivi sono concentrate sulla sola storia della Chiesa vengono da Dante riversate sull’intero mondo umano con le sue esigenze, come la lingua, la filosofia, la monarchia”. (Fonte: https://www.danteolivi.com/la-ricerca-e-i-testi/) Il legame tra Dante e Olivi è profondo e complesso, influenzando sia la visione poetica di Dante che le sue idee filosofiche e teologiche. In particolare, si possono individuare diverse aree in cui l’influenza di Olivi su Dante risulta evidente. In primo luogo, il pensiero di Olivi sulla teologia e filosofia ha ispirato il pensiero dantesco riguardante il ruolo di Dio nella creazione e nella salvezza dell’anima umana. Olivi insegnava che l’anima umana era creata per raggiungere la felicità eterna attraverso l’unione con Dio, un concetto che Dante sviluppa nel suo viaggio nella Divina Commedia. La figura di Beatrice rappresenta la guida divina di Dante attraverso il Paradiso, mentre gli inferi rappresentano l’alienazione dall’Amore di Dio. In secondo luogo, Olivi ha avuto un’influenza significativa sulle idee politiche ed economiche di Dante. Olivi era un sostenitore di una visione escatologica presente nella Divina Commedia di Dante. Dante crede che la società umana debba seguire dei principi spirituali, al fine di garantire la Volontà di Dio a guida per tutti. Inoltre, entrambi gli autori si opponevano alla corruzione politica ed alla tirannia. Per concludere l’Olivi poneva una visione della vita come raggiungimento di una totale libertà creatrice. La sua mistica eonica ci presenta un futuro dove molti potranno vedere e smascherare la menzogna ed attingere alla contemplazione della piena Verità Trinitaria con una profondità ineguagliabile. Le sue considerazioni testimoniano questa visione singolare e profetica capace di trasformare la realtà futura descrivendola nei dettagli per un’epoca libera dai lacci dogmatici, al fine di vivere l’Amore Incarnato di Dio vivente nel proprio cuore.
NOTE
2 Cfr. “Si tocca qui il rapporto di Dante con gli Spirituali francescani, e in particolare con la Lectura super Apocalipsim dell’Olivi (completata nel 1297/1298), l’esegesi scritturale più discussa e travagliata del tempo, dopo la morte dell’autore diventata vessillo della riforma della Chiesa, poi condannata da Giovanni XXII (1326). Interpretando l’Apocalisse secondo la storia della Chiesa, suddivisa in sette stati, l’Olivi, in quella che Raoul Manselli definì come l’ultimo e più intenso sforzo dell’escatologismo medievale «a presentarsi come forza viva ed operante nella vita della Chiesa» [22], aveva trasformato un commento scritturale in una teologia della storia in cammino verso una nuova età (il sesto stato) di rinnovamento della Chiesa, sulla quale stavano ricadendo tutte le illuminazioni e tutta la malizia del passato”. Fonte: https://www.danteolivi.com/dante-la-teologia/
3 Cfr. “La Teologia è «la divina scienza», la «dottrina» data e lasciata ai discepoli da Cristo, «la quale non soffera lite alcuna d’oppinioni o di sofistici argomenti, per la eccellentissima certezza del suo subietto, lo quale è Dio». Essa è «una» come la sposa-colomba, preferita alle sessanta regine, alle ottanta amiche concubine e alle ancelle adolescenti delle quali non è numero, secondo il Cantico dei Cantici 6, 7-8, già ispiratore della «pìstola sotto forma di serventese» menzionata nella Vita Nova 2. 11 [VI 2], nella quale Beatrice si collocava al nono posto dei sessanta”. Fonte: https://www.danteolivi.com/dante-la-teologia/
4 E. BENZ, loachim-Studien. I. Die Kategorien der religiosen Geschichtsdeutung loachims, in Zeitschrift fiir Kirchengeschichte, 50 (1931), pp. 24-111.
5 Cfr. Alberto Forni “Pietro di Giovanni Olivi e Dante – Un progetto di ricerca” “Quella che è forse l’ultima opera di storia della salvezza collettiva lasciata dal Medioevo cristiano21 fu scritta dopo la partenza da Firenze per Montpellier (1289); ad essa l’autore, che sarebbe morto a Narbonne l’anno dopo, attendeva ancora nel 129722. Il testo della Lectura super Apocalipsim si diffuse subito in Italia: Bonifacio VIII (morto l’11 ottobre 1303) ne affidò all’agostiniano Egidio Romano una confutazione non pervenutaci; Ubertino da Casale, nel 1305, lo aveva accanto a sé mentre scriveva a La Verna l’Arbor vitae”.
6 Fonte Raoul Manselli Capitolo IV – Lectura super Apocalipsim – Edizione Borromini 1955 Pag. 150
7 “1Questo Melchisedek, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, colui che mosse incontro ad Abramo quando tornava dalla sconfitta dei re, e lo benedisse, 2a cui Abramo fece anche parte della decima d’ogni cosa, colui il cui nome fu interpretato «re di giustizia» e poi anche «re di Salem» ossia re della pace,3colui che è senza padre e senza madre, senza genealogia, e che non ha né principio di giorni né termine di vita – così è fatto simile al figlio di Dio, – colui rimane sacerdote in eterno” Lettera agli Ebrei 7: 1-3.
8 La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. Apocalisse 21,12
[1]0 Fonte Raoul Manselli Capitolo IV – Lectura super Apocalipsim – Edizione Borromini 1955 Pag. 152
1[1] Pag. 11 Lectura Super Apocalipsim – Studi storici di Raoul Manselli – Roma nella Sede dell’Istituto Carlo Borromini. 1955
BIBLIOGRAFIA
Fordham University: https://sourcebooks.fordham.edu/source/olivi.asp
Bibliotèque Nationale de France: https://www.danteolivi.com/lsa-premessa/
Raoul Manselli: “Lectura super Apocalypsim” 1955 Roma Sede Istituto Borromini
Giuseppe Franco – “Petrus Iohannis Olivi Traktat über Verträge” – Ed. FELIX MEINER VERLAG HAMBURG
“Pierre de Jean Olivi – “Philosophe et theologien” Actes du colloque de Philosophie me ́die ́vale. 24−25 octobre 2008, Universite ́ de Fribourg – Edite ́ par Catherine König-Pralong · Olivier Ribordy Tiziana Suarez-Nani
David Burr – “Olivi’s Paceable Kingdom” – University of Pennsilvanya – University Press 1993
Bibbia Ricciotti 1940
Jacques Dupont “Le tre Apocalissi sinottiche” – EDB Edizioni1986
Alberto Forni “Pietro di Giovanni Olivi e Dante – Un progetto di ricerca”
[1] https://www.danteolivi.com/pietro-di-giovanni-olivi-ubertino-da-casale-e-dante-dallo-spiritualismo-francescano-al-sacro-umanesimo/
[2] Cfr. “Si tocca qui il rapporto di Dante con gli Spirituali francescani, e in particolare con la Lectura super Apocalypsim dell’Olivi (completata nel 1297/1298), l’esegesi scritturale più discussa e travagliata del tempo, dopo la morte dell’autore diventata vessillo della riforma della Chiesa, poi condannata da Giovanni XXII (1326). Interpretando l’Apocalisse secondo la storia della Chiesa, suddivisa in sette stati, l’Olivi, in quella che Raoul Manselli definì come l’ultimo e più intenso sforzo dell’escatologismo medievale «a presentarsi come forza viva ed operante nella vita della Chiesa» [22], aveva trasformato un commento scritturale in una teologia della storia in cammino verso una nuova età (il sesto stato) di rinnovamento della Chiesa, sulla quale stavano ricadendo tutte le illuminazioni e tutta la malizia del passato”. Fonte: https://www.danteolivi.com/dante-la-teologia/
[3] Cfr. “La Teologia è «la divina scienza», la «dottrina» data e lasciata ai discepoli da Cristo, «la quale non soffera lite alcuna d’oppinioni o di sofistici argomenti, per la eccellentissima certezza del suo subietto, lo quale è Dio». Essa è «una» come la sposa-colomba, preferita alle sessanta regine, alle ottanta amiche concubine e alle ancelle adolescenti delle quali non è numero, secondo il Cantico dei Cantici 6, 7-8, già ispiratore della «pìstola sotto forma di serventese» menzionata nella Vita Nova 2. 11 [VI 2], nella quale Beatrice si collocava al nono posto dei sessanta”. Fonte: https://www.danteolivi.com/dante-la-teologia/
[4] E. BENZ, loachim-Studien. I. Die Kategorien der religiosen Geschichtsdeutung loachims, in Zeitschrift fiir Kirchengeschichte, 50 (1931), pp. 24-111.
[5] Cfr. Alberto Forni “Pietro di Giovanni Olivi e Dante – Un progetto di ricerca” “Quella che è forse l’ultima opera di storia della salvezza collettiva lasciata dal Medioevo cristiano21 fu scritta dopo la partenza da Firenze per Montpellier (1289); ad essa l’autore, che sarebbe morto a Narbonne l’anno dopo, attendeva ancora nel 129722. Il testo della Lectura super Apocalypsim si diffuse subito in Italia: Bonifacio VIII (morto l’11 ottobre 1303) ne affidò all’agostiniano Egidio Romano una confutazione non pervenutaci; Ubertino da Casale, nel 1305, lo aveva accanto a sé mentre scriveva a La Verna l’Arbor vitae”.
[6] Fonte Raoul Manselli Capitolo IV – Lectura super Apocalypsim – Edizione Borromini 1955 Pag. 150
[7] “1Questo Melchisedeck, re di Salem, sacerdote del Dio altissimo, colui che mosse incontro ad Abramo quando tornava dalla sconfitta dei re, e lo benedisse, 2a cui Abramo fece anche parte della decima d’ogni cosa, colui il cui nome fu interpretato «re di giustizia» e poi anche «re di Salem» ossia re della pace,3colui che è senza padre e senza madre, senza genealogia, e che non ha né principio di giorni né termine di vita – così è fatto simile al figlio di Dio, – colui rimane sacerdote in eterno” Lettera agli Ebrei 7: 1-3.
[8] Fonte Raoul Manselli Capitolo IV – Lectura super Apocalypsim – Edizione Borromini 1955 Pag. 152
[9] «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me». (Giovanni 14,1-6)
[10] Pag. 11 Lectura Super Apocalypsim – Studi storici di Raoul Manselli – Roma nella Sede dell’Istituto Carlo Borromini. 1955